Percettica

pensiero castanedico

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Abstract

Percettica è un termine introdotto dallo scrittore Domingo Delgado Solòrzano uno dei nuovi autori del pensiero castanediano che dopo la morte di Carlos Castaneda ha proseguito il suo lavoro sulla “Scienza Nagualica” nota anche come “Cammino Tolteca”, o semplicemente “Toltechità”.

Questo argomento si ricollega con L’Arte di Sognare, L’Arte dell’Agguato e L’Arte dell’Intento, i tre pilastri del pensiero castanediano. In questo senso la percettica (l’Arte della Percezione, Nahualogia, o semplicemente Energetica) le ingloberebbe tutte e tre.

Si tratterebbe secondo l’autore di una scienza antica, per molti oggi pseudoscienza,
ma stando ai suoi scritti si sarebbe trattato, ai tempi di quelle
civiltà precolombiane, della loro scienza: di una scienza vera e
propria.

Il libro di Solòrzano (non ancora tradotto) s’intitola El Nahual de 5 puntas. In esso, Domingo Delgado Solòrzano ci descrive un lignaggio molto particolare di Nahual, con la loro relativa regola.

Carlos Castaneda descrisse nei suoi libri qualcosa in merito
alla regola dei lignaggi dei Nahual di quattro punte, ma poco o nulla
per esempio su quella dei lignaggi di tre punte, e praticamente niente
su quelli di cinque punte.

Quindi in questo libro l’autore affronta queste tematiche
lasciate in sospeso dal precedente autore, rivelandone dettagli e
caratteristiche molto più precise, ricorrendo spesso a termini presi in
prestito dalla fisica quantistica per esporli.

Referenze di un altro lignaggio, diverso da quello di cui
parlava e scriveva Carlos Castaneda, le possiamo anche trovare in un
altro nuovo autore sulla tematica, di nome Enrique Rojas Pàramo, nel suo libro Nerea

Sommario

 Scienza o pseudo-scienza?

Questa la definizione precisa esposta dall’autore:
« Percettica è la scienza della percezione.

La regola del nahual di cinque punte è la base della nahualogia
pentagonale, terza parte della percettica.
Si sudddivide in tre nahualogie: la percettica (o le tre nahualogie) è
la scienza quantistica incaricata di studiare i cambiamenti e le
trasformazioni della coscienza energetica, mediante il movimento del
punto di unione, e le sue trasmutazioni risultanti fra la prima e la
seconda attenzione. »

Nel pensiero castanediano, si crede che una particolare casta di veggenti
sia sopravvissuta al massacro di Cortés sui popoli precolombiani.
Questa casta, si sarebbe poi organizzata in lignaggi per meglio
nascondersi, e riuscire a far sopravvivere le loro conoscenze per poi
tramandarle fino ad oggi.

Alla base di tale dottrina sta la convinzione che solo le persone in grado di sviluppare la loro veggenza (ossia la possibilità concreta e reale del corpo fisico di vedere l’Energia direttamente così com’è) possano ottenere, tramite certe tecniche, il Potere necessario per recuperare la Totalità di sé stessi ed essere così in grado poi, una volta raggiunto quel Potere, di poter compiere una “morte alternativa” a quella comune data a tutti gli esseri ordinari.

Per far ciò, Castaneda proponeva nei suoi libri: l’Arte del Sogno, l’Arte dell’Agguato e quella dell’Intento, come utili strumenti, i principali (assieme anche ai suoi Passi Magici),
in grado di aiutare il “Guerriero” (colui che cammina su questa via
antica di conoscimento, distinto quindi dall’uomo comune, ordinario) ad
accumulare sufficiente Potere Personale per far ciò. Ossia, per essere in grado di muovere a Volontà il proprio Punto d’Unione:
quel centro energetico responsabile, sempre secondo questa disciplina,
di far percepire all’essere umano la Realtà che lo circonda.

Muovendo questo particolare punto, diceva Castaneda, si
cambiava quindi la gamma di percezione umana; si poteva addirittura
entrare in un altro mondo con tutto il corpo fisico, ma per non morire
nell’atto, per non disintegrarsi asseriva, era preciso accumulare
sufficiente Potere. Altrimenti, l’unico che si sarebbe raggiunto
sarebbero state delle inutili auto-combustioni umane.

Per accendere questo Fuoco dal Profondo, questo Fuoco interno, Castaneda scrisse nell’omonimo libro che questo Punto d’Unione avrebbe dovuto essere stato attivato direttamente dalla Volontà del veggenteguerriero, e fatto girare all’unisono con certi altri punti, in modo tale da trasformare l’intera struttura energetica umana
(che agli occhi di un veggente appare come un campo di energia a forma
di uovo) in un immenso Punto di Energia che, questo nuovo autore
Domingo, dice nel suo libro trattarsi di un gigantesco Punto d’Unione capace d’incorporarsi all’Energia dell’ Aquila, intesa qui non come rapace, ma come Grande Spirito.

Anche su questo punto, sul tema dello Spirito inteso come Grande Spirito, o Spirito Infinito, o semplicemente Energia illimitata da cui tutto trae origine, Domingo e Castaneda differiscono un poco.

Carlos Castaneda
scrisse al rispetto che allo Spirito Supremo lo si chiamava Aquila, e
nulla di più. Mentre Domingo Delgado, a riguardo, rivela che non solo
esisterebbero una, ma innumerevoli Aquile! E che, allo Spirito infinito
e Supremo, lo si chiamava invece Zero; nello spazio di Zero
vivrebbero tutte le Aquile, ossia i macromondi, o macrouniversi, e a
quello spazio gli antichi sciamani-veggenti di questa cultura di cui
lui si fa portavoce, avrebbero dato il nome di Quinta Attenzione.
Per distinguerla dalla Quarta, dalla Terza, dalla Seconda e dalla
Prima: ognuna rappresentante un differente livello vibrazionale
nell’uomo, e quindi un differente grado di percezione umana; la più
profonda delle quali raggiungibile solo con molto sforzo e disciplina.

Anche qui amplia di molto la visione di Castaneda, che solo scrisse nei suoi libri di Tre Attenzioni possibili: l’ultima delle quali, la terza, raggiungibile solo nell’atto di consumare il proprio Fuoco dal Profondo.

La struttura energetica umana

Carlos Castaneda nei suoi libri diceva che gli antichi veggentisciamani del Messico potevano vedere l’ntera struttura energetica umana
come un campo luminoso d’energia, a forma di uovo. Che all’interno di
questo uovo luminoso vi era poi un punto ancora più luminoso chiamato Punto d’Unione poiché lì si metteva insieme la percezione, il quale spostandosi cambiava frequenza all’essere umano in questione facendogli percepire un mondo diverso (una Realtà non Ordinaria),
ma anche facendolo cambiare di forma: era perciò in grado di
trasformarsi in un animale, per esempio, o in un qualsiasi altro essere
vivente esistente all’interno della vasta gamma vibrazionale di energia
che riuscisse a toccare.

Domingo Delgado spiega a proposito che non solo l’essere umano possiederebbe agli occhi di un veggente un punto d’Unione, ma ne avrebbe addirittura anche più di uno. Scrive in merito che uno di questi è denominato Punto d’Unione Collettivo, e sarebbe il principale responsabile della nostra fissazione su questa dimensione d’energia, responsabile cioè della nostra prigione, impedendoci di muoverci verso piani diversi, come sarebbe più naturale.

Scrive anche che alcune “Coscienze” (che lui chiama Percettori), uomini, donne o animali chessiano, presenterebbero all’interno del loro uovo luminoso degli scompartimenti in più rispetto ad altri, da qui il nome di Nahual (o Nagual) di tre, quattro e cinque punte.

Castaneda accennava nei suoi libri solo a quelli di tre e di
quattro; tuttavia, questo nuovo autore Domingo, si spinge ancora più in
là fornendo una versione molto più dettagliata delle “Coscienze Sferiformi” nella quale cita anche quelle che non sarebbero denominate Nahual, per avere solo due scompartimenti.

Queste coscienze più “normali”, nel senso che numericamente
sarebbero di più (rispetto invece ai Nahual, che sarebbero di meno) le
classifica anch’esse; in tre gruppi: quelle più piccole (la stragrande
maggioranza), quelle intermedie e quelle ancora più grandi, le cui
dimensioni maggiori permetterebbero loro poter essere inserite in
determinati gruppi di lignaggi nahual.

Alle prime, le denomina Coscienze Nane o “Collettori”; alle seconde Coscienze Mezzane, o “Scansiatori”; ed infine quelle del terzo gruppo, dice siano conosciute col nome di Volatori Rotondi, perché l’unione dei propri rispettivi Punti d’Unione, al fondersi permetterebbe loro di poter viaggiare attraverso le Emanazioni della Grande Aquila,
ossia di “volare” in questo quasi-infinito macro-universo. Dice
l’autore che poi, al termine del viaggio, i due Punti di Unione
corrispettivi si discongiungerebbero nuovamente, per tornare ad essere
due esseri distinti.

I due autori a confronto

Quello che maggiormente colpisce nell’opera di Domingo Delgado,
è la sua accuratezza nell’esporre dettagli e particolari, di quello che
asserisce essere stata un’antica scienza, un tempo molto praticata
nella mesoamerica. Similmente a Carlos Castaneda, l’autore descrive la cosmovisione
insita in questa disciplina, e similmente a lui riferisce essersi
trattato all’inizio solo di una ricerca e investigazione fatte a scopo
di studio: una Tesi universitaria; il resoconto del libro, infatti,
sarebbe stato preso pari pari da delle traduzioni fatte da alcune grotte messicane, al cui interno ivi si trovavano iscrizioni e pitture.

Sebbene però i due autori presentino alcuni tratti in comune, al
presentare ed esporre le premesse e le basi a quanto pare di una stessa
cultura, vi sono però fra di essi anche differenze notevoli e
sostanziali. Come quella che vedrebbe Castaneda come l’ultimo di quel
particolar lignaggio di nahual
che descriverebbe nei suoi libri, mentre Domingo come semplicemente
parte di esso: come un elemento in più e basta (si tratta di due lignaggi distinti,
come già riportato prima). Da qui, la loro differenza anche
nell’esporre dando enfasi l’uno ponendo accento su alcune cose e
l’altro su altre.

Castaneda per esempio, non ha mai parlato dettagliatamente della lista precisa e completa di tutti gli Esseri Inorganici
e Organici come fa Domingo, che invece ne parla accuratamente nei suoi
libri. Ne fa solo brevi accenni, e solo per inquadrare il contesto
generale della sua particolare esperienza: che è poi la sua storia, la
sua esperienza fatta con un indio yaqui. E tutte le sue opere girano attorno a questo.

Domingo, invece, sembra fare esattamente il contrario: fa solo
brevi accenni alla sua particolare storia e a quella del co-autore del
libro, e solo per inquadrare non un particolare contesto, ma il
conoscimento in sé stesso, questa disciplina.

Entrambe le opere presentano comunque lacune. Castaneda per le
molte contraddizioni insite nei suoi libri, mentre Domingo per usare un
linguaggio molto tecnico e pedante, non da tutti comprensibile e anche
per essere all’inizio, dal momento che ha pubblicato solo uno di quelli
che dovrebbero essere una serie di scritti.

Bibliografia

  • El nahual de cinco puntas: Editorial Percéptica, Domingo Delgado Solórzano
  • NEREA-Revelaciònes del liñaje del señor nahual don Jorge Elìas di Enrique Rojas Pàramo (GRIJALBO Edit.Mex)

Voci correlate

Collegamenti esterni

Vedi anche Knol su:

* Domingo Delgado Solorzano
* Pensiero Castanediano
* Arte dell’Agguato
* Arte di Sognare
* Carlos Castaneda