TAVOLE SMERALDINE di Thoth

TAVOLE SMERALDINE di Thoth l'Atlantideo

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La più completa e ben tradotta versione all’italiano, delle Tavole Smeraldine di Thoth l’Atlantideo.

TAVOLE SMERALDINE di Thoth ON-LINE

Con questo Knol vogliamo facilitare l’informazione e la
diffusione delle
Tavole di Smeraldo attribuite a
Thoth l’Atlantideo.

Troverete tutta la storia all’interno dello stesso.

Ora ci preme sottolineare, tuttavia,
che il Copyright di tale traduzione
è rilasciato sotto i termini
della Licenza Copyleft
Creative Commons
by-sa 3.0

Tutti sono liberi quindi di farle circolare
in ogni modo e con ogni mezzo,
a patto di citarne sempre la fonte,
questo sito, e il traduttore e curatore di questa versione,
sgr Elio Lupo.

Abbiamo creato una mailing List apposta
aperta per qualsiasi suggerenza,
oltre a ciò
potete tranquillamente scrivere anche
all’indirizzo elettronico posto
sotto tutte le Tavole.

Buona Lettura

– o –

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PREFAZ di Elio Lupo

PREFAZIONE

di Elio Lupo

a “Le Tavole di Smeraldo” di Thoth l’Atlantideo

Nel 1930 furono pubblicate in forma ciclostilata queste Tavole di Smeraldo, tradotte dal misterioso Dr.Maurice Doreal. Oggi sono parte integrante dei corsi del Fiore della Vita.

Nessuno ha mai visto l’antico manoscritto originale, né tanto meno le Tavole, ed è altrettanto ignota la vera identità dell’autore.

L’unica prova storica riguarda la Tavola di Smeraldo di Ermete Trismegisto, della quale riportiamo qui di seguito una delle traduzioni più diffuse:


Tavola di Smeraldo” di Ermete Trismegisto

I. Egli è vero senza menzogna, certo e verissimo.

II. Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per fare i miracoli della Cosa Unica.

III. E poiché tutte le cose sono e provengono da Una, per la mediazione di Una, così tutte le cose sono nate da questa Cosa Unica mediante adattamento.

IV. Il Sole è il padre, la Luna è la madre, il Vento l’ha portata nel suo grembo, la Terra è la sua nutrice.

V. Il Padre di tutto, il Fine del mondo è qui; La Sua forza è intera se essa è convertita nella Terra.

VI. Tu separerai la Terra dal Fuoco, il sottile dal grosso, dolcemente e con grande industria.

VII. Egli sale dalla Terra al Cielo e nuovamente discende in Terra e riceve la forza dalle cose superiori ed inferiori.

VIII. Tu avrai con questo mezzo tutta la gloria del mondo e per mezzo di ciò l’oscurità fuggirà da te.

IX. C’è la Forza più forte di tutte le forze, perché vincerà tutte le cose sottili e penetrerà tutte le cose solide.

X. È così che tutto il mondo è stato creato.

XI. Da ciò saranno e deriveranno meravigliosi adattamenti, il cui metodo è qui.

XII. È perciò che sono stato chiamato Ermete Trismegisto, avendo le tre parti della filosofia del mondo.

XIII. È completo ciò che ho detto del lavoro del Sole.

Forse le Tavole di Smeraldo di Doreal sono materiale “canalizzato” o forse no, ma ciò che più conta è che quanto scritto corrisponda sia ad alcune tradizioni esoteriche antiche diffuse in questi ultimi anni, che a pubblicazioni molto recenti riguardanti alcuni aspetti inquietanti contenuti in quest’opera.

Nelle Tavole di Smeraldo di Doreal sono descritte sofisticate tecniche di meditazione. Queste tecniche presuppongono la capacità da parte del lettore di poter accedere a stati di consapevolezza non ordinari e di essere poi in grado di gestire il grande potenziale liberato.

Il mio scopo era inizialmente quello di analizzare le tecniche descritte, conducendo il lettore verso la conoscenza del mondo sciamanico della tradizione tolteca diffusa da Carlos Castaneda nelle sue opere, e collegandole sia a quest’ultima che ad altre tradizioni orientali che hanno iniziato a divulgare parte del proprio contenuto esoterico.

La nostra ricerca aveva anche quest’obiettivo: studiare teoricamente e praticamente gli elementi provenienti da varie culture costituenti i “punti di interferenza” delle diverse “scuole di pensiero”, come li avrebbe chiamati il fisico Werner Heisenberg; ponendoci nei confronti di queste tradizioni in maniera critica costruttiva, non accettando dogmaticamente nulla, ma confrontando informazioni e tecniche che, dopo essere state “provate” sul campo, siano incorporate al nostro bagaglio culturale.

Pertanto, avevamo colto l’opportunità che il lavoro del Dr. Doreal ci avrebbe offerto volendo così aggiungereun’ulteriore delucidazione nostra (oltre a quella già data da Doreal) alle tecniche contenute nelle sue Tavole, cosa che però non abbiamo alla fine poi più fatto per mancanza di tempo.

Ci riproponiamo comunque poter farlo in seguito magari con l’aiuto di tutti voi, dato che finalmente queste tavole si trovano ora qui pubbliche e commentabili.

Per il momento, vi auguriamo una buona lettura.

Elio Lupo

Pubblicato da eliolupo@hotmail.com

PREFAZIONE di Doreal

PREFAZIONE

di Doreal

all’originale “Le Tavole di Smeraldo” di Thoth l’Atlantideo

La storia delle tavole tradotte nelle pagine seguenti è singolare ed oltre le teorie degli scienziati moderni. La loro antichità è sorprendente, datata circa a 36.000 a.C.

Lo scrittore è Thoth, un Sacerdote Re Atlantideo, che fondò una colonia nell’antico Egitto dopo l’inabissamento della sua madre patria. Egli fu il fondatore della Grande Piramide di Giza, erroneamente attribuita a Cheope. Vi incorporò la sua conoscenza dell’antica saggezza e sicuramente anche arcaiche testimonianze e metodologie dell’antica Atlantide.

Per circa 16.000 anni governò l’antica stirpe egiziana, approssimativamente dal 50.000 a.C. al 36.000 a.C.

A quel tempo l’antica stirpe barbara, fra i quali egli ed i suoi seguaci si erano inseriti, fu portata ad un alto grado di civiltà.

Thoth era un immortale, in altre parole aveva vinto la morte, morendo soltanto quando voleva ed anche allora non in maniera ordinaria.

La sua grande saggezza lo rese governatore di varie colonie atlantidee, incluse quelle del Sud e del Centro America.

Quando arrivò per lui il momento di lasciare l’Egitto, edificò la Grande Piramide sopra l’entrata delle Grandi Sale di Amenti, vi collocò le sue testimonianze, e nominò custodi dei suoi segreti i più eminenti tra la sua gente. Più tardi i discendenti di questi custodi divennero sacerdoti della piramide, mentre Thoth fu divinizzato Dio di Saggezza, ed il Testimone, da coloro che vissero nell’epoca oscura che seguì il suo trapasso. Nella leggenda, le Sale di Amenti divennero l’oltretomba, le Sale degli Dei, dove l’anima si trasferisce, dopo la morte, per il giudizio.

Nelle epoche successive, lo spirito di Thoth si incarnò nei corpi di altri uomini, come descritto nelle Tavole. In questo modo ritornò tre volte, l’ultima volta come Hermes, “il tre volte nato”. In quest’ultima incarnazione lasciò gli scritti noti agli occultisti moderni come le Tavole di Smeraldo, un’antologia, più tarda e meno remota, di antichi misteri.

Le Tavole tradotte in questo testo sono dieci e furono lasciate nella Grande Piramide in custodia ai sacerdoti della Piramide. Le prime dieci Tavole sono divise per comodità in tredici parti. Le altre due Tavole, le ultime, sono così importanti e lungimiranti nel loro significato che al momento è stato proibito rivelarne il contenuto al mondo intero [1]. Tuttavia, in quelle qui contenute, vi sono segreti che proveranno al vero studioso il loro inestimabile valore. È necessario leggerle non una volta, ma centinaia di volte, perché solo così può esserne compreso il vero significato contenuto. Una lettura casuale fornirà ispirazioni affascinanti, ma uno studio più attento aprirà varchi di saggezza al ricercatore.

Adesso un accenno di come questi potenti segreti furono rivelati all’uomo moderno dopo essere stati nascosti per così lungo tempo.

Circa 1300 anni prima di Cristo, l’Egitto, l’antico Khem, era in rivolta, e molte delegazioni di sacerdoti furono mandate in altre parti del mondo. Fra questi alcuni Sacerdoti della Piramide portarono con sé le Tavole di Smeraldo come talismano per esercitare la loro autorità su sacerdoti meno evoluti, discendenti da razze di altre colonie atlantidee. Le Tavole furono concepite come leggenda per conferire autorità al detentore da parte di Thoth.

Il particolare gruppo di sacerdoti possessori delle Tavole emigrò in Sud America dove trovò una stirpe fiorente, i Maya, che ricordava molto dell’antica saggezza. I sacerdoti s’insediarono e rimasero con loro. Nel decimo secolo, i Maya si stabilirono completamente nello Yucatan, e le Tavole furono riposte sotto l’altare di uno dei più grandi templi del Dio del Sole. Dopo la conquista dei Maya da parte degli Spagnoli, le città furono abbandonate ed i tesori dei templi dimenticati.

Va detto che la Grande Piramide d’Egitto è stata, ed è ancora, un Tempio d’iniziazione ai misteri. In questa furono iniziati Gesù, Salomone, Apollonio ed altri.

L’autore, [Maurice Doreal N.d.T.] (legato alla Grande Loggia Bianca operante anche con il Sacerdozio della Piramide), fu istruito a recuperare e restituire alla Grande Piramide le antiche Tavole. Eseguì il suo compito in seguito a vari avvenimenti non descritti qui. Prima di restituirle, gli fu dato il permesso di tradurle e di tenere una copia della saggezza incisa sulle Tavole. Questo avvenne nel 1925, e soltanto recentemente è stato consentito di pubblicarne una parte. Ci si aspetta che in molti le screditino. Ciononostante il vero studioso saprà leggere tra le righe e conseguirà la saggezza. Se in voi c’è Luce, la Luce che è incisa in queste Tavole vi risponderà.

Riguardo alla loro forma fisica si tratta di dodici Tavole di smeraldo verde, composte di una sostanza creata per trasformazione alchemica. Sono indistruttibili, resistenti a tutti gli elementi e sostanze. In effetti, la loro struttura atomica e molecolare è fissa, non è mai mutata, perciò eludono la Legge materiale della ionizzazione. Sulle Tavole sono incisi i caratteri nell’antico linguaggio Atlantideo: sono caratteri che rispondono alle onde sintonizzate del pensiero, liberando la vibrazione mentale collegata alla mente del lettore. Le Tavole sono tenute insieme da strisce di amalgama colorata d’oro fissate ad una bacchetta dello stesso materiale. La saggezza ivi contenuta è il fondamento di antichi misteri. Per chi le leggerà con occhi e mente aperti la saggezza aumenterà di cento volte.

Leggetele. Credeteci o no, ma leggetele. La vibrazione che vi si trova risveglierà una risposta nel vostro animo.

In Armonia Cosmica,

Doreal

Suprema Voce di Fratellanza


[1] Si riferisce alla sua pubblicazione. Le Tavole qui tradotte sono dodici, conseguentemente la XIV e la XV
non contengono l’interpretazione di Doreal.

Pubblicato da eliolupo@hotmail.com

INTROD di Doreal

INTRODUZIONE

di Doreal

all’originale de “Un’Interpretazione alle Tavole di Smeraldo”

Nelle pagine seguenti, rivelerò alcuni misteri che, finora, sono stati trattati riguardosamente solo da me e da altri insegnanti e studiosi della verità.

Le ricerche umane per comprendere le leggi che regolano la vita sono state senza fine, eppure la verità è sempre esistita, di là del velo che protegge gli alti piani della visione materiale dell’uomo, pronta ad essere assimilata da coloro che, nella propria ricerca, ampliano la loro ottica rivolgendosi all’interno di sé, e non all’esterno.

Nel silenzio dei sensi materiali esiste la chiave per svelare la saggezza. Chi parla non sa; chi sa non parla. La conoscenza più grande è inesprimibile, perché esiste come essenza in piani che trascendono le parole od i simboli.

Tutti i simboli non sono altro che chiavi di porte che conducono alla verità, e molte volte la porta non si apre perché la chiave sembra troppo grande, e le cose che sono al di là restano invisibili. Se riusciremo a capire che le chiavi, tutti i simboli materiali, sono manifestazioni, e quindi estensioni di una grande Legge e verità, cominceremo a sviluppare l’ottica che ci permetterà di penetrare di là del velo.

Tutte le cose in tutti gli universi si muovono secondo una Legge, e la Legge che regola il movimento dei pianeti non è più invariabile della Legge che regola le espressioni materiali dell’uomo.

Una delle maggiori Leggi Cosmiche è quella che predispone la composizione dell’uomo come essere materiale. La grande meta delle scuole misteriche di tutte le epoche è stata di rivelare le opere della Legge che correlano l’uomo materiale e l’uomo spirituale.

L’anello di collegamento tra l’uomo materiale e l’uomo spirituale è l’uomo intellettuale, proprio perché la mente partecipa sia alle qualità materiali che a quelle spirituali. L’aspirante alla conoscenza superiore deve sviluppare il lato intellettuale della sua natura, e così potenziare la sua volontà, per essere in grado di concentrare tutti i poteri del suo essere sopra e dentro il piano che desidera.

La grande ricerca di Luce, vita ed amore, esiste solo sul piano materiale. Portata all’estremo, la sua meta finale è l’unione totale con la coscienza universale. Il principio nel materiale è il primo passo; poi segue la meta superiore della realizzazione spirituale.

Nelle pagine seguenti darò un’interpretazione delle Tavole di Smeraldo e dei loro significati segreti, nascosti ed esoterici. Celati nelle parole di Thoth ci sono molte informazioni che non traspaiono esternamente. La Luce di conoscenza prodotta dalle Tavole amplierà molti nuovi spazi al pensiero. “Leggete e sarete saggi”, ma ciò avverrà soltanto se la Luce della vostra coscienza risveglierà la comprensione profonda che è la qualità intrinseca dell’anima.

Nella triplice Luce

Doreal

Pubblicato da eliolupo@hotmail.com

TAVOLA I

TAVOLA I

La Storia di Thoth l’Atlantideo


Io, Thoth l’Atlantideo, maestro di misteri, custode di testimonianze, potente re, mago, vivente da generazione in generazione, essendo sul punto di passare alle Sale di Amenti, metto per iscritto, per insegnare a coloro che verranno dopo, queste testimonianze della potente saggezza della Gloriosa Atlantide.

Nella grande città di Keor, sull’isola di Undal, in un tempo molto lontano, iniziai questa incarnazione.

I potenti di Atlantide non vivevano e morivano come i piccoli uomini dell’epoca attuale, ma piuttosto, da epoca in epoca, rinnovavano la loro vita nelle Sale di Amenti, dove il fiume della vita scorre eternamente rinnovato.

Cento volte dieci ho attraversato la via oscura che porta alla Luce, ed ogni volta che sono asceso dalla tenebra alla Luce si sono rinnovati la mia forza ed il mio potere.

Ora discendo per un periodo. Gli uomini di Khem non mi vedranno più.

Ma in un tempo futuro risorgerò ancora, forte e potente, esigendo un resoconto da chi ho lasciato dietro.

State dunque attenti, oh uomini di Khem, se avrete tradito il mio insegnamento con la falsità, vi farò cadere dal vostro alto stato nella tenebra delle caverne da dove veniste.

Non rivelate i miei segreti agli uomini del Nord od agli uomini del Sud per timore che la mia maledizione ricada su di voi.

Ricordate e fate attenzione alle mie parole, perché certamente ritornerò e vi chiederò quello che custodite.

Sì, perfino di là dal tempo e di là dalla morte ritornerò, ricompensando o punendo, perché contraccambierò la vostra fedeltà.

Grande fu il mio popolo nei tempi antichi, grande di là dall’immaginazione del piccolo popolo che adesso mi circonda; esso conosceva la saggezza dell’antico, cercava lontano nel cuore dell’infinita conoscenza che apparteneva alla gioventù della Terra.

Eravamo saggi grazie alla saggezza dei Figli della Luce che dimoravano fra noi.

Eravamo forti grazie al potere estratto dal Fuoco Eterno.

E di tutti questi, il più grande tra i figli degli uomini era mio padre, Thotme, custode del Grande Tempio, tramite fra i Figli della Luce che dimoravano nel Tempio e la stirpe degli uomini che abitavano le dieci isole.

Portavoce, dopo i Tre, dell’Abitante di Unal, parlante ai Re con voce che doveva essere ubbidita.

Crebbi là, da bambino alla maturità, essendo iniziato da mio padre agli antichi misteri, fino al tempo in cui crebbe il fuoco della saggezza, che più tardi esplose in una fiamma distruttiva.

Non desideravo che il conseguimento della saggezza.

Un gran giorno l’Abitante del Tempio diede il comando che fossi portato da lui.

Erano pochi i figli degli uomini che avevano posato lo sguardo su quel potente volto e vivevano, perché i Figli della Luce non sono come i figli degli uomini, quando non sono incarnati in un corpo fisico.

Ero stato scelto tra i figli degli uomini, per essere educato dall’Abitante affinché i suoi propositi potessero essere realizzati, propositi ancora non partoriti dal grembo del tempo.

Per lunghe ere dimorai nel Tempio, acquisendo sempre più saggezza, finché anch’io mi avvicinai alla Luce diffusa dal Grande Fuoco.

L’Abitante m’insegnò il percorso per Amenti, la terra dove il Grande Re era seduto sul suo trono di potere.

M’inchinai con profonda deferenza davanti ai Signori della Vita ed ai Signori della Morte, ricevendo in dono la Chiave della Vita.

Ero libero nelle Sale di Amenti, non legato dalla morte al cerchio della vita.

Viaggiai lontano verso le stelle, finché spazio e tempo divennero insignificanti.

Poi avendo bevuto profondamente dalla coppa della saggezza, guardai nei cuori degli uomini, vi trovai i misteri più grandi e fui felice.

Perché soltanto nella Ricerca della Verità la mia Anima poteva essere placata e la sua fiamma essere spenta.

Vissi attraverso i secoli, vedendo gli altri intorno sorseggiare dalla coppa della morte, e ritornare nuovamente alla Luce della Vita.

Gradualmente attraverso i Regni di Atlantide passarono onde di coscienza che erano state uno con me, soltanto per essere sostituite dalla progenie di una stella inferiore.

In obbedienza alla Legge, la parola del Maestro crebbe nel fiore.

I pensieri degli Atlantidei si rivolgevano in profondità verso le tenebre, finché alla fine l’Abitante con la sua collera si erse dal suo Agwanti, pronunziando il Verbo, chiamando il potere.

Nelle profondità della Terra, i Figli di Amenti udirono, e diressero la mutazione del Fiore di Fuoco che brucia eternamente, cambiandolo e mutandolo, usando il Logos, finché il Grande Fuoco mutò la sua direzione.

Sul mondo poi irruppero le grandi acque, allagando e sommergendo, cambiando l’equilibrio della Terra finché fu lasciato in piedi soltanto il Tempio di Luce sulla grande montagna di Undal, ancora alta sull’acqua; c’era chi viveva ancora, in salvo dal flusso delle onde.

Poi il Maestro mi chiamò, dicendo:

“Raduna il mio popolo. Con le arti che hai appreso portalo lontano attraverso le acque, finché raggiungerai la terra dei barbari pelosi, che dimorano nelle caverne del deserto. Là esegui il piano che conosci”.

Dunque radunai il mio popolo e salii sulla grande nave del Maestro.

Salpammo al mattino. Sotto di noi si trovava il Tempio nel buio.

Improvvisamente sopra di questo si sollevarono le acque. Così il Grande Tempio fu sparito dalla Terra, fino al tempo stabilito.

Velocemente fuggimmo verso il sole del mattino, finché sotto di noi ci fu la terra dei figli di Khem.

Costoro, furiosi, vennero con bastoni e lance alzate per l’ira, cercando di uccidere e distruggere i Figli di Atlantide.

Allora alzai il mio bastone e produssi un raggio di vibrazione, colpendoli solamente nelle loro orme, come una frana di pietre della montagna.

Poi parlai loro con parole benevole e pacifiche, raccontando della potenza di Atlantide, dicendo che eravamo i figli del Sole ed i suoi messaggeri.

Li intimorii usando la magica scienza, finché si prostrarono ai miei piedi, poi li liberai.

Dimorammo a lungo nella terra di Khem, per tanto, tanto tempo. Obbedendo ai comandi del Maestro, che dormiente vive eternamente, trasferii i Figli di Atlantide, li mandai in molte direzioni, affinché dal grembo del tempo la saggezza potesse nuovamente risvegliarsi nei suoi figli.

Dimorai per lungo tempo nella terra di Khem, facendo grandi opere con la mia saggezza.

Crebbero alla Luce della conoscenza i figli di Khem, bagnati dalla pioggia della mia saggezza.

Aprii poi il sentiero per Amenti così da poter conservare i miei poteri, vivendo di epoca in epoca come un Sole di Atlantide, mantenendo la saggezza, preservando le testimonianze.

Divennero grandi i figli di Khem, conquistando i popoli intorno a loro, evolvendosi lentamente in consapevolezza dell’Anima.

Adesso mi allontano per un periodo da loro, vado verso le oscure Sale di Amenti in profondità nelle Sale della Terra, davanti ai Signori del Potere, ancora una volta di fronte all’Abitante.

Costruii una porta sopra l’entrata, un cancello conducente giù ad Amenti.

Pochi avrebbero avuto il coraggio di osarlo, pochi passano il portale dell’oscura Amenti. Edificai sopra il Passaggio una Grande Piramide, usando il potere che superava la forza della Terra. Molto giù in profondità collocai una stanza, o sala, colma di energia; da questa scavai un passaggio circolare che quasi raggiunse il grande vertice. Là sull’apice, posi un cristallo che, mandando un raggio nello “Spazio-Tempo”, attirò la forza al di fuori dell’etere, concentrandola sul cancello di Amenti.

Costruii altre sale e le lasciai apparentemente vuote, eppure in esse ci sono le chiavi per Amenti.

Chi coraggiosamente vorrà tentare i regni delle tenebre, deve purificarsi digiunando a lungo. Giaccia nel sarcofago di pietra nella mia stanza. Poi gli rivelerò i grandi misteri. Poco dopo s’inoltrerà dove io, Thoth, Signore di Saggezza, lo incontrerò, nell’oscurità della Terra, tenendolo sempre con me e dimorando con lui.

Costruii la Grande Piramide, disegnata sopra la piramide di forza terrestre, ardente eternamente così che possa durare attraverso i secoli. In questa accumulai la mia conoscenza della Magica Scienza così che possa ritrovarla qui quando di nuovo tornerò da Amenti. Sì, mentre dormo nelle Sale di Amenti, la mia Anima errante libera si incarnerà, abitando tra gli uomini in questa od in un’altra forma.

Io sono l’Emissario sulla Terra dell’Abitante, adempiente i suoi comandi al fine che l’uomo possa elevarsi. Ora ritorno alle Sale di Amenti, lasciando dietro di me un po’ della mia saggezza.

Preservate e mantenete il comando dell’Abitante: alzate gli occhi sempre verso la Luce.

Certamente nel tempo, diverrete uno con il Maestro, certamente per diritto diverrete uno con il Maestro, certamente per diritto diverrete uno con il Tutto.

Ora, parto da voi. Conoscete i miei comandamenti, osservateli e siateli, ed io sarò con voi, aiutandovi e guidandovi verso la Luce.

Ora davanti a me si apre il portale.

Io vado giù nell’oscurità della notte.


Interpretazione di Doreal

Il passaggio di Thoth verso le Sale di Amenti non era il cambiamento che chiamiamo morte. Semplicemente metteva il suo corpo fisico sotto il raggio di forza, più tardi riferito come il freddo Fiore della Vita, dove sarebbe stato preservato in eterno. Non sarebbe più tornato come Thoth. Mentre il suo corpo rimaneva in animazione sospesa, la sua coscienza tornava in molti corpi e viveva molte vite.

Keor era la città del Clero di Atlantide. Ad Undal, l’isola proprio opposta ad Unal, vi erano due città, o piuttosto due parti di una grande città che si estendeva su tutta l’isola. L’isola era completamente circondata da mura a terrazze e divisa nel mezzo da un alto muro.

Keor era di fronte ad Unal ed era sede del clero, mentre l’altra parte dell’isola era nota come Chien ed era sede di classi scientifiche e filosofiche. Nessuno era ammesso nell’isola se non era fornito di un lasciapassare firmato dai capi del gruppo.

I potenti citati erano gli adepti di Atlantide ed erano tredici di numero. Thotme, Padre di Thoth, era capo o governatore dei tredici. Praticavano la dottrina che poi sarebbe diventata la Grande Loggia Bianca. Conoscevano la via alle Sale di Amenti, dove per un periodo rimanevano sotto il Fiore della Vita al fine di ringiovanire il proprio corpo.

Lo stesso Thoth era disceso ad Amenti un centinaio di volte per rinnovare il suo corpo. E, poiché gli era necessario discendere una volta ogni cinquanta anni, Thoth aveva approssimativamente circa 50.000 anni all’epoca di questo scritto. Aveva 20.000 anni all’epoca dello sprofondamento di Atlantide, per cui la stesura delle tavole dovrebbe essere avvenuta circa 20.000 anni fa.

Thoth pose il suo corpo originale sotto il Fiore della Vita, per poterlo nuovamente riutilizzare a suo piacimento, e nascendo in altri corpi vi trasferì la sua coscienza. Afferma che certamente risorgerà ancora in un corpo in un’epoca ancora da venire. Nelle Tavole il periodo citato è indicato successivo a quando gli invasori dallo spazio esterno attaccheranno la Terra. Lasciò il segreto delle Piramidi e la grande nave da guerra sotto la Sfinge.

Gli uomini di Khem, od Egitto, erano stati lasciati come custodi, hanno eseguito fedelmente l’ordine e ne tutelano ancora i segreti. L’Arcana Saggezza che aveva insegnato ha consentito di tutelare i segreti dalla gente che è venuta in seguito.

La gente di Thoth non era l’intera collettività Atlantidea, ma il gruppo che viveva ad Undal, e che radunava la classe scientifica, filosofica e sacerdotale. Avevano imparato a cercare la conoscenza alla fonte, dalle Testimonianze Akashiche.

I Figli della Luce erano venuti tra loro da molto tempo ed avevano insegnato la saggezza che consentiva di andare avanti: il potere del fuoco eterno della Coscienza Universale.

Thotme, padre di Thoth, era un alto sacerdote di Undal, portavoce dei Figli della Luce e dell’Abitante ad Undal, per i re ed per la gente delle isole.

Thoth fu istruito sui misteri che si trovavano negli archivi segreti del Tempio. Nel passato si era evoluto ad un grado tale da imparare prontamente le verità che gli erano state insegnate. Il desiderio della conoscenza suprema, gli portò forze talmente profonde da metterlo su un piano di vibrazione così elevato da fare divenire l’Abitante conscio della sua esistenza.

L’Abitante non aveva aspetto o sembianze umane, ma un corpo simile a quello utilizzato dalla Coscienza durante la parte iniziale del primo ciclo, ovvero il corpo globulare.

La Luce e la forza emessa da tale corpo erano così grandi per il livello medio dell’uomo, che soltanto una coscienza ad alto livello di vibrazione avrebbe potuto sostenerle rimanendo ancora materiale.

L’Abitante vide che Thoth era pronto a ricevere la Scintilla di Luce emessa dalla fiamma. L’intensificazione della fiamma portò a Thoth una vita più vigorosa di quella degli uomini comuni. Poiché cresceva nella conoscenza, gli fu mostrato il percorso alle Sale di Amenti dove è concentrata la forza del Fiore della Vita su questo pianeta.

Di fronte ai Signori della Vita e della Morte, ricevette le chiavi della vita e della morte, con il potere di prenderle o lasciarle a piacimento.

Ottenuto il potere sulla vita e sulla morte, Thoth fu preparato a lasciare il suo corpo, ed a sua volontà viaggiare nelle vaste estensioni di questo spazio-tempo.

Gustata la saggezza del cosmo, scoprì che era basata sul cuore e sulla mente degli uomini. In ciò trovò i misteri più grandi, perché è attraverso l’uomo che il cosmo si estende in un ambito inesplorato.

Thoth era nato circa 20.000 anni prima dell’inabissamento di Atlantide. Ma poiché aveva accettato un compito particolare, non è trapassato come altri che hanno raggiunto la Prima Illuminazione. Coloro che erano stati con lui, in gioventù, passarono su Venere per essere sostituiti da un’onda di consapevolezza proveniente da Marte.

La successiva onda di coscienza fu tale che non fu possibile affidar loro la scienza e la saggezza dei primi Atlantidei, perché ne avrebbero abusato. L’Abitante pronunziò il Verbo del Potere che fu udito dai Signori dei Cicli dimoranti ad Amenti, i quali, udendolo, cambiarono l’equilibrio della Terra in nuovi canali, causando così l’inabissamento di Atlantide, e trascinando via anche la scienza e la conoscenza che il popolo possedeva. Questa conoscenza, anche se trascurabile in paragone a quella che possedevano i Figli della Luce, era troppo grande per restare nelle mani dei primitivi. Il Fiore della Vita non si trova nel Fiore del Fuoco della Vita ma nella piramide del freddo fuoco che è l’equilibrio della Terra.

Il Tempio di Luce non era il Tempio di Unal, ma il Tempio esteriore del clero di Undal. Il Tempio di Unal non era mai riferito come Tempio, ma come la porta od il luogo dell’Abitante. Sapendo di cosa era composto, non si riteneva possibile la sua distruzione e, quindi, non era considerato nell’inabissamento. Solo pochi degli uomini saggi di Undal vennero risparmiati quando il resto della terra s’inabissò.

La terra dei villosi barbari è la terra ora conosciuta come Egitto. Khem fu il primo centro di cultura fondato dagli Atlantidei. Da là, furono inviati portavoce in altre tribù barbare in varie parti della superficie terrestre. Fu questo il piano indicato, usare Khem come sede centrale della cultura per una nuova stirpe.

La nave del Maestro era un’astronave in grado di viaggiare tra i pianeti, ed era armata con armi che potevano distruggere tutti gli esseri viventi della Terra, se usate a piena potenza. Nell’atmosfera era guidata da motori atomici, ma fuori dello strato pesante, poteva muoversi con il pensiero, non solo tra i pianeti, ma in qualsiasi spazio la mente del pilota potesse visualizzare. La sua struttura era tale che la sua sostanza alzava od abbassava la propria vibrazione in sintonia con la volontà del pilota.

Quando Thoth lasciò l’isola di Unal (anche se non lo cita, Unal era già affondata), anche il grande Tempio o luogo dell’Abitante si inabissò, ma non fu distrutto.

I barbari, appena incontrarono Thoth ed i suoi seguaci, gli Atlantidei, tentarono di ucciderli, ma furono immobilizzati da un raggio paralizzante del bastone di Thoth o pertica del potere. Questa pertica era in grado di trasmettere o proiettare centinaia di diverse manifestazioni di forza, emanate dal potere del possessore.

Il potere soprannaturale manifestato da Thoth causò la sottomissione dei barbari. E la sua dichiarazione di essere un Figlio del Sole fu la base dell’adorazione del sole tra le razze antiche. Thoth, naturalmente, si riferiva al Sole Spirituale. Ci vollero molti anni per fondare la nuova dimora dei Figli del Sole. Quando fu completata, furono mandati delegati ad altre razze per educarle e guidarle.

Trascorse del tempo, e Thoth ritenne necessario aprire un passaggio per Amenti per poter rinnovare il suo corpo che, anche se ancora potente, dopo centinaia d’anni cominciava ad indebolirsi. Era necessario, perché il suo compito non si era ancora concluso.

Dopo un lungo periodo i barbari di Khem svilupparono la coscienza, finché furono in grado di proseguire senza l’aiuto di Thoth. Thoth pianificò di tornare alle Sale di Amenti e di porre il suo corpo sotto il Fiore della Vita, mentre la sua coscienza sarebbe andata altrove. L’entrata di Amenti si trova sotto la Grande Piramide di Cheope (o Khufu), che fu costruita cambiando la struttura atomica della pietra affinché questa diventi molto leggera e si ritrasformi quando viene collocata. Sotto la Piramide si trova una stanza di energia (forza), collegata all’apice della Piramide da un canale o pozzo. Nella parte superiore del canale c’è una lente o cristallo, che emette raggi guidati dalla stanza di energia. Questi raggi sono rivolti verso lo spazio tempo e, curvando, aprono un sentiero dimensionale sotto la Piramide verso le Sale di Amenti che, in movimento simultaneo e spaziale con la Terra, esistono nel proprio spazio.

Le stanze segrete sono quelle di cui si parla nel libro della Grande Piramide. Il sarcofago è collegato con il canale centrale. Quando ci si distende dentro per un particolare periodo di tempo, il corpo è trasportato giù nel canale, al centro della stanza d’energia. Questa conoscenza fu preservata negli anni seguenti, ma degradata a rito d’iniziazione. Era prima necessario spalmare il corpo con un dato unguento affinché l’occupante fosse trasportato, ma questa conoscenza non fu conservata dagli egiziani che vennero dopo.

La Grande Piramide è indistruttibile. Se le sue parti più nascoste saranno rovinate, verranno liberate le forze dei Guardiani, che distruggeranno qualsiasi persona o cosa verrà loro in ostacolo.

Thoth in seguito si è incarnato come Hermes ed in altri Grandi Maestri, ma non sempre sulla Terra.

Thoth afferma che, a suo tempo, altri saranno in grado di camminare sullo stesso sentiero.

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TAVOLA II

TAVOLA II


Le Sale di Amenti.

Profonde nel cuore della Terra ci sono le Sale di Amenti, lontane sotto le isole della sommersa Atlantide, le Sale della Morte e le Sale del Vivente, bagnate dal fuoco dell’infinito TUTTO.

Lontano, in un’epoca remota, persa nello spazio tempo, i Figli della Luce guardavano giù verso il mondo. Vedevano i figli degli uomini ridotti in schiavitù, confinati dalla forza che proveniva dall’aldilà. Sapevano che solo con la libertà dalla schiavitù, l’uomo poteva elevarsi dalla Terra al Sole.

Loro discesero giù e crearono i propri corpi, assumendo le sembianze degli uomini come proprie. I Maestri di ogni cosa, dopo la propria creazione dissero:

“Noi siamo coloro che furono creati dalla polvere spaziale, facendo parte della vita dell’infinito TUTTO; viventi nel mondo come figli degli uomini, simili eppure dissimili dai figli degli uomini.

Poi per loro dimora, lontano sotto la crosta terrestre, con il loro potere aprirono grandi spazi, spazi lontani dai figli degli uomini. Si circondarono di forze e di potere, protetti da ogni cosa dalle Sale dei Morti.

Poi, da un lato all’altro, posero altri spazi, e li riempirono con Vita e Luce dall’alto. Quindi costruirono le Sale di Amenti, che potevano abitare eternamente vivendo della vita fino alla fine dell’eternità.

Trentadue erano là, i Figli della Luce che era venuta tra gli uomini, cercando di liberare dalla schiavitù della tenebra quelli che erano vincolati dalla forza dall’aldilà.

Profondo nelle Sale della Vita crebbe un fiore, ardente, espandente, allontanante la notte.

Fu posto al centro un raggio di grande potenza, arrecando Vita, arrecando Luce, colmando di potere chi gli si avvicinava.

Gli posero intorno trentadue troni, i posti per ognuno dei Figli della Luce, disposti così affinché fossero inondati dalla radianza, colmati con la Vita della Luce Eterna.

Là, ripetutamente, posero i loro primi corpi creati, così da poter essere colmati con lo Spirito della Vita. Cento anni ogni mille la Luce che dava la Vita doveva ardere davanti ai loro corpi. Animandoli, risvegliando lo Spirito della Luce.

Là nel cerchio, epoca dopo epoca, risiedono i Grandi Maestri, vivendo una vita sconosciuta agli uomini.

Là, tra le Sale della Vita giacciono dormienti; la loro Anima fluisce libera attraverso i corpi degli uomini. Ripetutamente, mentre i loro corpi giacciono dormienti, s’incarnano nei corpi degli uomini, insegnando e conducendo in avanti ed in alto, fuori dell’oscurità, verso la Luce.

Là, nella Sala della Vita colmata dalla loro saggezza, non conosciuti dalle razze umane, viventi per sempre sotto il freddo fuoco della vita, sono seduti i Figli della Luce.

Ci sono tempi in cui si risvegliano, vengono dalle profondità per essere luci tra gli uomini, esseri infiniti tra i finiti.

Chi con profitto è uscito dall’oscurità, e si è elevato dalla notte alla Luce, è reso libero dalle Sale di Amenti, libero dal Fiore della Luce e della Vita. Poi guidato, con saggezza e conoscenza, passa da uomo a Maestro di Vita. Là può dimorare come uno dei Maestri, libero dai vincoli dell’oscurità della notte.

Seduti all’interno del fiore di radianza sono posti i Sette Signori dello Spazio-Tempo sopra di noi, aiutando e guidando con infinita Saggezza il cammino attraverso il tempo dei figli degli uomini. Potenti ed unici, loro, velati con i loro poteri, silenti, onniscienti, portatori della Forza della Vita, diversi eppure uno con i figli dell’uomo. Sì, diversi, eppure uno con i Figli della Luce.

Custodi ed osservatori della forza della schiavitù nell’uomo, pronti a liberarlo quando la Luce è stata raggiunta.

Primo e più potente, siede la Velata Presenza, Signore dei Signori, l’infinito Nove, su tutti gli altri di ogni Ciclo Cosmico, valutando ed osservando il progresso degli uomini.

Sotto di LUI, sono i Signori dei Cicli: Tre, Quattro, Cinque e Sei, Sette, Otto, ognuno con la sua missione, ognuno con il proprio potere, guidando, dirigendo il destino dell’uomo. Loro siedono là, forti e potenti, liberi da tutto il tempo e lo spazio. Non sono di questo mondo, eppure simili ad esso, loro, Fratelli Maggiori dei figli degli uomini, giudicando e pesando, con la loro saggezza, osservando il progresso di Luce fra gli uomini.

Fui condotto dall’Abitante là davanti a loro. Lo vidi fondersi con Uno dall’alto. Poi da Egli venne fuori una voce dicendo:

“Tu sei grande, Thoth, tra i figli degli uomini, d’ora innanzi libero dalle Sale di Amenti, Maestro di Vita tra i figli degli uomini. Non proverai la Morte se non la desidererai, ti disseterai della Vita sino alla fine dell’Eternità. D’ora innanzi la Vita è per sempre tua come vuoi. D’ora innanzi la Morte sarà in mano tua quando la chiamerai. Abita qui o parti quando lo desideri, libero è Amenti al Sole dell’uomo. Vivi la Vita in qualsiasi forma lo desideri, Figlio della Luce cresciuto tra gli uomini. Scegli tu il tuo compito, perché tutte le anime devono lavorare, mai essere libere dal cammino della Luce. Hai compiuto un passo in avanti nel lungo cammino. Adesso la montagna di Luce è infinita. Ogni passo che fai innalza la montagna; tutto il tuo progresso innalza la meta. Avvicinati sempre all’infinita Saggezza, non allontanarti mai dalla meta. Ora sei libero dalle Sale di Amenti per camminare mano nella mano con i Signori del mondo, con un unico intento, operando insieme, apportatori di Luce ai figli degli uomini.

Poi dal suo trono venne uno dei Maestri, mi prese la mano e mi condusse avanti, attraverso tutte le Sale della profonda terra nascosta. Mi condusse tra le Sale di Amenti, mostrandomi i misteri che sono sconosciuti all’uomo. Attraverso l’oscuro passaggio verso il basso mi condusse alla Sala dove sedeva l’oscura Morte. Vasta come lo Spazio era la Sala davanti a me, oscurata dalle tenebre eppure piena di Luce.

Innanzi a me comparve un grande trono buio, e nascosto in esso sedeva una figura oscura. Più buia dell’oscurità sedeva la grande figura, scura con un’oscurità non appartenente alla notte. Di fronte a lei indugiò poi il Maestro, proferendo il Verbo che conduceva alla Vita, dicendo:

“Oh Maestro dell’Oscurità, guida della via dalla Vita alla Vita, davanti a te ho portato un Sole del mattino.

Non toccarlo mai con il potere della notte.

Non richiamare mai la sua fiamma all’oscurità della notte.

Conoscilo e guardalo, uno dei nostri fratelli, elevato dalla tenebra alla Luce.

Libera la sua fiamma dalla schiavitù. Rendi libera la fiamma dall’oscurità della notte”.

Si alzò allora la mano della figura, d’innanzi crebbe una fiamma che salì chiara e brillante.

Si ritirò rapidamente la cortina dell’oscurità, svelando la Sala dall’oscurità della notte.

Poi altre ne crebbero nel grande spazio, davanti a me, fiamma dopo fiamma, dal velo della notte. Innumerevoli milioni ne apparvero, alcune fiammeggianti come fiori di fuoco. Altre diffondevano una pallida radianza, ardenti ma deboli al di fuori della notte. Altre erano là che svanivano rapidamente. Altre crescevano da una piccola scintilla di Luce. Ognuna era circondata dal suo debole velo di tenebra, eppure fiammeggiante di una Luce che mai potrebbe estinguersi. Venendo ed andando come lucciole in primavera, riempivano lo spazio con la Luce e con la Vita.

Poi una voce parlò, potente e solenne, dicendo:

“Queste sono luci che sono anime tra gli uomini, crescendo e scomparendo, esistendo per sempre, eppure cambiando vita, attraverso la morte nella vita. Quando sono sbocciati in fiore, e raggiunto lo zenit di crescita nella loro vita, io rapidamente mando il mio velo di oscurità, avvolgendole nel sudario e cambiandole in nuove forme di vita. Costantemente ascendenti attraverso le ere, crescono, ampliandosi in una fiamma ancora più grande, illuminando l’oscurità con ancora maggiore potere, estinguendosi eppure non spegnendosi dal velo della notte. Così cresce l’anima dell’uomo sempre in ascesa, estinguendosi eppure non spegnendosi nell’oscurità della notte. Io, Morte, vengo, eppure non rimango, perché esiste la vita eterna nel Tutto; solo un ostacolo, io, nel cammino, pronta ad essere conquistata dalla Luce infinita. Risvegliati, oh fiamma che bruci sempre interiormente, impara, oh fiamma e vinci il velo della notte”.

Allora in mezzo le fiamme nell’oscurità ne crebbe una che illuminò la notte, fiammeggiando, espandendosi, sempre più luminosa, finché alla fine non ci fu altro che Luce.

Allora la mia guida parlò, la voce del Maestro:

“Guarda la tua stessa anima come cresce nella Luce, ora libera per sempre dal Signore della notte”.

Mi condusse attraverso molti grandi spazi colmi di misteri dei Figli della Luce; misteri che l’uomo non potrà conoscere mai finché non sarà un Sole della Luce.

Egli mi riportò indietro alla Luce della Sala della Luce. Allora m’inginocchiai davanti ai Grandi Maestri, Signori di TUTTO dai cicli di sopra.

Egli parlò con parole di grande potenza dicendo:

“Tu sei stato reso libero dalle Sale di Amenti. Scegli il tuo compito tra i figli degli uomini”.

Allora io parlai:

“Oh grande Maestro, lasciami essere un maestro di uomini, portandoli avanti ed in alto finché anche loro diverranno luci tra gli uomini: liberi dal velo della notte che li circonda, fiammeggianti di Luce che splenderà tra gli uomini”.

Poi la voce mi parlò:

“Va’, sia come vuoi. Così è decretato. Tu sei maestro del tuo destino, libero di prendere o di lasciare a volontà. Prendi il potere. Prendi la saggezza. Brilla come una Luce tra i figli degli uomini”.

Allora l’Abitante mi condusse in alto. Dimorai ancora tra i figli degli uomini, insegnando e rivelando un po’ della mia saggezza; Sole della Luce, un fuoco tra gli uomini.

Ora nuovamente ripercorrerò il sentiero discendente, cercando la Luce nell’oscurità della notte. Tieni e conserva, preserva la mia testimonianza, sarà una guida ai figli degli uomini.

Interpretazione di Doreal

alla Tavola II

Le Sale di Amenti sono spazi peculiari nascosti della Terra, perché non si trovano in questa ottava di vibrazione materiale, ma in una piega dello spazio situata a parte rispetto a tutti gli altri. Hanno un collegamento diretto con le polarità positiva e negativa di Yarkima. La loro posizione approssimativa in rapporto alla Terra è sotto Atlantide ma per entrare si deve uscire dalla piega dello spazio.

Vi sono diversi posti dove lo si può effettuare: le Sorgenti Sulfuree in Oklahoma; il Monte Shasta in California; Mictolan in Sud America; Shamballa in Tibet; la Grande Piramide in Egitto; la Foresta Nera in Germania; Benares in India; i Monti Atlas nell’Africa del nord ovest.

La lontana epoca remota è il primo ciclo, fissato nel passato spazio-tempo, ed è quel particolare periodo che seguì al negativo che discese sull’uomo, rendendolo schiavo del piano materiale.

I Maestri di quel periodo, o Figli della Luce, crearono i loro corpi dalla materia primaria e la integrarono con la vita. Anche se esteriormente questi corpi erano simili all’uomo, la struttura interna era diversa, avevano gli organi dei sensi fruibili solo da una unità doppia di consapevolezza, maschile e femminile.

Non erano vincolati ad incompletezza o confusione come l’uomo, ed erano quindi liberi di compiere cose che il resto dell’umanità non era in grado di fare. Mentre il corpo fisico di Thoth doveva rinnovarsi ogni cinquanta anni, il loro corpo originale richiedeva un rinnovamento solo una volta ogni cento anni.

Fu nel primo ciclo che furono costruite le Sale di Amenti dai Figli della Luce che discesero in questo pianeta. Con le forze che controllavano, alterarono lo spazio e costruirono Amenti e la confinarono nella Terra. Le Sale dimensionali intorno, la proteggevano dall’ingresso di chiunque non fosse dotato di una coscienza elevata. Il grande spazio era suddiviso in altri spazi più piccoli dove erano fatte convergere concentrazioni di forza dirette da Yarkima.

Sulla Terra c’erano trentadue Figli della Luce, incaricati delle vicende terrestri.

Nelle Sale fu posto un punto di concentrazione di Forza Vitale o Spirito. In esso si riversa quella Forza Vitale che fornisce la vita stessa al pianeta. Quando la materia sulla Terra si disintegra, lo spirito liberato è attirato al Fiore della Vita in Amenti per essere riutilizzato. Agisce per la Terra nello stesso modo in cui il plesso solare agisce per il corpo umano.

I troni dei Figli della Luce erano così disposti per trovarsi nel pieno flusso dello spirito, che provvedeva ai loro corpi non appena erano lasciati. Quindi un corpo posto sotto del Fiore della Vita non traeva la vita direttamente dalla fonte, ma ne era intriso dalla sua radianza. L’equilibrio era mantenuto perfetto mentre la coscienza era lontana, anche per secoli. La forza della vita è così forte che la riserva accumulata nel corpo posto sotto il Fiore della Vita per cento anni, era tanto appagata che sarebbe durata per mille anni senza necessità di rinnovo. Quindi con dieci anni ogni cento avrebbero potuto mantenere il corpo giovane ed energico.

In molti casi lasciavano il loro corpo per lunghi periodi di tempo, ed i Figli della Luce entravano nei corpi degli uomini dalla nascita. Occasionalmente si presentavano con i loro corpi originali, anche se non di frequente.

Quando qualcuno raggiunge la Terza Illuminazione, è reso libero da Amenti e può, se lo desidera, porre il proprio corpo sotto il Fuoco della Vita e rinnovarlo di epoca in epoca.

I Sette Signori sono emanazioni dirette delle estensioni dalla coscienza del sette cosmico. Operano indipendenti, eppure in armonia con questa coscienza. Controllano alcune forze dall’aldilà, come il disordine negativo ed hanno emanazioni su tutti i pianeti abitati del cosmo. Altre funzioni dei Signori sono il controllo dello spazio-tempo, la separazione dei Quattro Tempi ed il contenimento di un attacco di disordine della limitazione negativa sulle fiamme di coscienza che l’hanno generata. È loro il potere che conduce la forza vita al suo punto di unione nel Fiore della Vita ed ivi lo trattiene.

Il Signore dei Signori è l’emanazione del Nono Ciclo Cosmico e detiene il suo titolo perché è il più evoluto e la più lontana estensione di questo I.Yoδ. È il potere che controlla il negativo in tutti i cicli cosmici. Sotto di Lui, ma uguali nel proposito e nel controllo dei loro specifici poteri, si trovano i Signori di altri sei cicli sopra di noi. Anche se non appartengono a questa consapevolezza cosmica, le sono uniti per tutte le epoche formate dallo stesso materiale di base, e sono nati dalla stessa fonte, lo I.Yoδ, la fonte primaria della creazione.

Thoth fu condotto davanti ai Signori da Horlet, l’Abitante di Unal, e là ammirò l’Abitante fondersi con uno dei Signori: in altre parole, entrarono così in armonia che divennero uno. Da lui giunse una voce. I Signori, non avendo forma e vibrazione umana, non potevano comunicare con parole. Il loro potere fu ridimensionato così che Thoth poteva sentire. In seguito fu capace di alzare la propria vibrazione così da sentire la silente voce dei Signori. Al momento non poteva verificarsi, perché doveva ancora superare determinate prove.

A Thoth fu data la libertà da Amenti e la chiave con la quale, a volontà, poteva aprire quello spazio, ed avendo accesso al Fiore della Vita moriva quando voleva. Thoth imparò le leggi della creazione in modo da potere assumere qualsiasi forma o corpo desiderasse. Secondo la Legge avrebbe dovuto scegliere il particolare incarico che avrebbe eseguito, poiché il raggiungimento dell’illuminazione reca maggiore opportunità e potere per operare. L’elevatezza che Thoth aveva raggiunto, era soltanto una collina delle alte montagne di Luce trascendentale verso cui tutte le coscienze cosmiche stavano operando.

Quando Thoth raggiungeva una meta, poteva proseguire con chi stava cercando una meta superiore. Fu uno dei 32 Figli della Luce, e non uno dei Signori, che condusse Thoth nel suo primo giro nelle Sale di Amenti, il luogo dove regnava l’antitesi della vita (che è morte).

Questa forza, essendo qualcosa di simile a quella che si chiama vita, si trova nel luogo della vita. Potrebbe sembrare paradossale definire la morte come simile alla vita, ma se consideriamo che è con l’azione della morte al negativo che la vita si libera, potremmo ravvisarne la sua affinità.

Il Signore della Morte non è uno dei Signori dei cicli superiori, ma appartiene a questo ciclo cosmico. Ha l’incarico di agire con la forza della morte sul negativo che circonda ogni scintilla di coscienza. Quell’oscurità, che è la perdita di coscienza o morte, è chiamata notte, perché in essa la coscienza perde la memoria di quello che è stata. Si chiede al Signore della Morte di non toccare Thoth con la perdita di coscienza, e di vederlo e riconoscerlo come un Sole della Luce, da non trattenere o toccare con la morte. La mano del Signore della Morte è alzata, sprigionando la fiamma, simbolo della Luce dissimulata dall’oscurità della morte. La Luce esilia l’oscurità.

A Thoth si rivelano innumerevoli milioni di fiamme, ognuna un’anima che si manifesta in questo piano. La luminosità od oscurità della fiamma rivela il grado di disordine negativo a cui è legata. Il Signore della Morte rivela a Thoth i misteri della vita e della morte, spiegando come l’anima s’incarna in un corpo fisico, raggiunge lo zenit della sua crescita e poi passa attraverso il cambiamento della morte per poi progredire con maggiore Luce. La morte giunge, ma solo temporaneamente. La vita stessa è immortale, esistendo dall’inizio alla fine. Infine, sempre, Vita e Luce devono vincere morte ed oscurità. La Morte desidera che la Luce ne annulli il potere, perché anche la Morte proviene dalla Luce. A Thoth è mostrato come la sua stessa anima avanza dall’oscurità e fiammeggia in piena Luce. La Guida poi conduce Thoth in altri grandi spazi in Amenti, mostrandogli ovunque i misteri rivelati solo agli adepti. Tra altri, gli sono indicati spazi più interni della quarta dimensione. Thoth fu poi condotto di nuovo davanti ai Signori, e da coloro che gli avevano parlato prima gli fu ordinato di scegliere il suo incarico. Thoth, spontaneamente, scelse di diventare un insegnante per condurre le anime dall’oscurità alla Luce. Fu approvato nella sua scelta dai Signori e gli fu ordinato di proseguire ad operare per come aveva scelto.

Thoth fu condotto sulla Terra, per attuare la scelta fatta. Egli termina con l’affermazione di stare per andare ancora ad Amenti, lasciando l’uomo per un periodo.

Pubblicato da eliolupo@hotmail.com

TAVOLA III

TAVOLA III

La Chiave della Saggezza

Io, Thoth l’Atlantideo, dono la mia saggezza, la mia conoscenza ed il mio potere. Liberamente li dono ai figli degli uomini. Li dono affinché loro possano avere la saggezza per illuminare il mondo dal velo della notte. Saggezza è potere e potere è saggezza, l’uno con l’altro, perfezionando il tutto.

Non essere orgoglioso, oh uomo, per questa saggezza. Discuti con l’ignorante come con il sapiente. Se qualcuno viene da te pieno di conoscenza, ascoltalo e fai attenzione, perché la saggezza è tutto.

Non tacere quando il male è nominato, affinché la Verità, come la Luce del Sole, splenda su tutto.

Chi calpesta la Legge sarà punito, perché solo attraverso la Legge si ottiene la libertà degli uomini.

Non causare paura, perché la paura è una schiavitù, una catena che lega all’uomo l’oscurità.

Segui il tuo cuore durante la tua vita. Fai più di quanto ti è comandato.

Quando hai raggiunto la ricchezza ascolta il tuo cuore, perché questa è inutile se il cuore è stanco. Non diminuire il tempo per seguirlo. Ciò è aborrito dall’anima.

Coloro che sono guidati non si smarriranno, ma coloro che si sono persi non potranno trovare un percorso corretto.

Se vai tra gli uomini, fai in modo che per te l’Amore sia l’inizio ed il fine del cuore.

Se qualcuno viene da te per un consiglio, lascialo parlare liberamente, affinché lui possa fare la cosa per la quale è venuto da te. Se esita ad aprirti il suo cuore è perché tu, il giudice, hai sbagliato.

Non ripetere parole stravaganti e non ascoltarle, perché sono l’espressione di chi non è equilibrato. Non ripeterle, così che chi ti si trova davanti possa conoscere la saggezza.

Il Silenzio è di grande utilità. Un’abbondanza di parole non giova a nulla.

Non esaltare il tuo cuore sopra dei figli degli uomini, per timore che sia portato più in basso della polvere.

Se sei grande tra gli uomini, sii onorato per conoscenza e gentilezza.

Se cerchi di conoscere la natura di un amico, non chiedere la sua compagnia, ma trascorri un periodo da solo con lui. Discuti saggiando il suo cuore per mezzo delle sue parole e del suo contegno.

Ciò che va nella dispensa deve essere utile, e le tue cose devono essere condivise con un amico.

La conoscenza è considerata dallo sciocco come ignoranza, e le cose proficue sono per lui dolorose. Egli vive nella morte. É là il suo alimento.

L’uomo saggio lascia che il suo cuore trabocchi ma tiene silente la bocca.

Oh uomini, ascoltate la voce della saggezza, ascoltate la voce della Luce. Ci sono misteri nel Cosmo che svelati colmano il mondo con la loro Luce. Lasciate che chi vuole essere libero dalla schiavitù dell’oscurità separi dapprima il materiale dall’immateriale, il fuoco dalla terra; perché sappiate che come la terra discende alla terra, così il fuoco ascende al fuoco e diventa uno con il fuoco.

Chi riconosce il fuoco che è in sé ascenderà al fuoco eterno e dimorerà in esso eternamente.

Il Fuoco, il fuoco interiore, è la più potente di tutte le forze, perché supera tutte le cose e penetra in tutte le cose della Terra.

L’uomo sostenta sé stesso solo con quello che persiste. Così la Terra deve resistere all’uomo affinché possa esistere.

Non tutti gli occhi vedono con la stessa visuale, perché per uno l’oggetto appare in una forma e colore e ad un differente occhio in un’altra. Così anche il fuoco infinito, cambiando di colore in colore, non è mai lo stesso di giorno in giorno.

Quindi parlo io, Thoth, della mia saggezza, perché l’uomo è un fuoco che brucia luminoso attraverso la notte: mai si estingue nel velo dell’oscurità, mai si estingue nel velo della notte.

Ho scrutato con la mia saggezza nel cuore degli uomini e non li ho trovati liberi dalla schiavitù della lotta. Libera dalle fatiche il loro fuoco, oh fratello mio! Per paura questo si consuma nell’ombra della notte.

Ascolta, oh uomo, e senti questa saggezza: dove cessano nome e forma?

Solo nella coscienza, invisibile, brilla un’infinita forza di radianza. Le forme che crei con la luminosità della tua visione sono veramente gli effetti che seguono la tua causa.

L’uomo è una stella legata ad un corpo ed alla fine si libera, attraverso la sua fatica. Solo con lo sforzo e lavorando duramente al tuo estremo la stella dentro di te sboccerà a nuova vita. Per chi conosce il principio di tutte le cose, la sua stella è libera dai regni della notte.

Ricorda, oh uomo, tutto ciò che esiste è solo un’altra forma di quello che non esiste. Ogni cosa che è stata prima sta procedendo ancora in un altro essere e tu stesso non sei un’eccezione.

Osserva la Legge, perché tutto è Legge. Non cercare quello che la Legge non è, perché esiste solo nell’illusione dei sensi.

La Saggezza va da tutti i suoi figli perfino se loro si muovono già verso la saggezza.

In tutte le epoche, la Luce è stata nascosta.

Svegliati, oh uomo, e sii saggio.

Profondamente ho viaggiato nei misteri della vita, cercando ed esaminando ciò che è nascosto.

Ascolta, oh uomo, e sii saggio.

In profondità sotto la crosta della Terra, nelle Sale di Amenti, i misteri che ho visto sono celati agli uomini.

Spesso ho viaggiato attraverso il profondo passaggio nascosto, guardando la Luce che è Vita fra gli uomini. Là, sotto il Fiore della Vita sempre vivente, ho cercato nei cuori e nei segreti degli uomini. Ho scoperto che l’uomo sta crescendo ma vive nell’oscurità, la Luce del grande fuoco è nascosta nell’intimo.

Davanti ai Signori della nascosta Amenti ho imparato la saggezza che rivelo agli uomini. Loro sono i Maestri della grande Saggezza Segreta, portata dal futuro dell’infinita fine.

Sono sette, i Signori di Amenti, supremi ai Figli del Mattino, Soli dei Cicli, Maestri di Saggezza. Non sono fatti come i figli degli uomini.

Tre, Quattro, Cinque e Sei, Sette, Otto, Nove sono i titoli dei Maestri degli uomini.

Lontano dal futuro, senza forma eppure formati, sono venuti come insegnanti per i figli degli uomini. Vivono per sempre, tuttavia non del vivente, non legati alla vita ed in ogni caso liberi dalla morte. Governeranno per sempre con infinita saggezza, legati, e tuttavia non legati, alle oscure Sale della Morte. Hanno la vita in sé, tuttavia vita che non è vita. I Signori del Tutto sono liberi da ogni cosa.

Da loro derivano i Logos, i loro strumenti del potere su tutto. Grande è il loro sostegno, eppure nascosto nelle piccolezze, formati da una forma, conosciuti eppure sconosciuti.

Il Tre ha la chiave di tutta la magia nascosta, ed è il creatore delle Sale dei Morti. Emana il potere, velandolo con l’oscurità, e lega le anime dei figli dell’uomo; dirige l’oscurità, incatenando la forza dell’anima: è amministratore del negativo dei figli degli uomini.

Il Quattro è chi libera il potere. Signore di Vita per i figli degli uomini. Il suo corpo è Luce, la fiamma è il suo sostegno, liberatore di anime per i figli degli uomini.

Il Cinque è il maestro, il Signore di tutta la magiaChiave del Verbo che risuona tra gli uomini.

Il Sei è il Signore della Luce, il sentiero nascosto, cammino delle anime per i figli degli uomini.

Il Sette è il Signore dell’immensità, maestro dello Spazio e chiave dei Tempi.

L’Otto è chi ordina il progresso: pesa e bilancia il viaggio degli uomini.

Il Nove è il padre. Ampio è il suo sostegno. Forma e cambia dall’esterno il senza forma.

Meditate sui simboli che vi do. Sono Chiavi, sebbene nascoste agli uomini.

Tendi sempre verso l’alto, oh anima del mattino. Volgi i tuoi pensieri in alto, verso la Luce e la Vita. Trova nelle chiavi dei numeri che ti ho dato, la Luce sul sentiero della vita verso la vita.

Cerca la saggezza. Volgi i pensieri al tuo intimo. Non chiudere la tua mente al Fiore della Luce.

Poni nel tuo corpo un’immagine forma-pensiero. Pensa ai numeri che ti guidano alla Vita.

Limpido è il percorso per chi ha la saggezza. Apri la porta al Regno della Luce.

Riversa davanti a te la fiamma, come un Sole del mattino. Chiudi fuori l’oscurità e vivi nel giorno.

Oh uomo, ritienili come parte del tuo essere, i Sette che sono ma non sono come sembrano. Apriti, oh uomo! Ho manifestato la mia saggezza. Segui il cammino nel modo che ho presentato.

Maestri di Saggezza, Soli del Mattino, Luce e Vita per i figli degli uomini.

Interpretazione di Doreal

alla Tavola III

La Chiave della Saggezza, contiene alcuni dei precetti dati da Thoth ai barbari, ai Figli di Khem, che fu affidata loro affinché non andassero perdute le Chiavi della Luce.

La saggezza ed il potere camminano affiancate. Entrambi necessari, l’una senza l’altro è inutile ed illusoria, perché il potere non si crea senza la saggezza, e la saggezza non si ottiene solo con il potenziamento e l’uso del potere.

La persona orgogliosa non è saggia ma sciocca, perché l’orgoglio fa sì che si rifiuti l’insegnamento, poiché porta a misurare ogni cosa con il proprio livello e grado.

Il silenzio è d’oro. Parlare del male gli incanala la forza creativa e gli dà vita e realtà.

Tentare di ribellarsi alla Legge produce la Sua punizione, perché non c’è nulla senza Legge. E chi tenta di operare contro la Legge le si scontra.

La paura non deve entrarci dentro, né dobbiamo creare la paura in altri, perché è una schiavitù. Se nel nostro cuore abbiamo amabilità, allora chi ama l’armonia è attratto da noi. Se questo non avviene, allora l’altro è governato dal disordine. Cerchiamo di seguire solo gli ordini del maestro che è in noi. Non tentate di fare di più obiettivamente. La ricchezza è il mezzo per un fine, non il fine. Quando i bisogni materiali sono soddisfatti, la mente (il cuore degli antichi) deve rivolgersi verso regni superiori.

Quando si è sul percorso è necessario avere una guida. Altrimenti, ci si smarrisce tentando di trovare la via più facile.

L’amore è l’inizio e la fine del cammino, perché l’unione è riposta nell’amore: questo raccomandò Thoth ai popoli, trasmettendo gli insegnamenti di fratellanza ed unione.

La persona preoccupata che chiede un consiglio trova conforto esprimendosi. Se esita, è perché chi lo ascolta ha qualche difetto ed è scostante.

Quest’affermazione ha un gran valore. Il discorso stravagante dimostra sempre una mancanza d’equilibrio, ed è dannoso sia parlare in tale modo che ascoltare, perché molte persone possono facilmente sbilanciarsi. L’unica meta è la perfezione. Non dovete essere soddisfatti di qualsiasi cosa sia meno. È solo la mancanza di conoscenza che impedisce di penetrare il velo dietro il quale si cela la saggezza.

Il silenzio è la gran chiave per l’evoluzione. Mantieni il potere in te stesso in silenzio. Non magnificarti, perché potenzialmente gli altri hanno il tuo stesso potere. La vera grandezza non richiede auto apprezzamento. Lascia gli altri riconoscere la tua grandezza dalla tua disponibilità verso i compagni.

Ogni persona trova il riflesso della sua natura in chi ha di fronte. Quindi non ascoltare ciò che qualcuno dice su altri, ma esaminando la sua mente e la sua attitudine verso un altro compagno puoi trovarne la sua vera natura.

Se la possiedi, non negare la conoscenza a chi ne ha bisogno e chiede con ardore. Sono amici tutti quelli che seguono lo stesso cammino. Non permettere che le parole di uno sciocco ignorante ti tocchino, solo gli ignoranti sono toccati dagli ignoranti. Le vibrazioni della mente di una persona sono percettibili. Le parole non sono necessarie.

Thoth dà un insegnamento per chi è pronto, con le chiavi ed i simboli. La parte immateriale della natura umana, l’anima, deve essere separata dalla natura materiale, la carne, prima di portarsi nella Luce del Sole Cosmico.

L’anima è il fuoco, mentre la carne è simile alla terra: entrambi tornano alla propria fonte. Il fuoco interiore penetra tutti i piani in cui si manifesta il Grande Fuoco, incluso il piano materiale. La terra, essendo densa, sostenta in grado ridotto anche il fuoco dell’anima. Inoltre l’anima essendo infinita, potrebbe cambiare la terra da finita in infinita. È l’evoluzione della coscienza che permette all’occhio di vedere colore e Luce. Il fuoco infinito, sviluppandosi e cambiando eternamente, fa evolvere anche le percezioni.

L’uomo è un fuoco che si trasforma, non è mai lo stesso. Progredisce sempre, di giorno in giorno, finché si eleva sopra l’oscurità, che non cambia pur essendo ancora oscurità. Tuttavia, l’oscurità si combinerà tanto con il fuoco da cessare di essere.

Lotta, odio e paura sono il risultato dell’oscurità. La libertà dall’oscurità li elimina. Il nome e la forma, diversamente dal distacco personale, cessano di esistere nella piena Luce della coscienza risvegliata.

L’uomo apprende solo con fatica ed esperienza, perché queste sono le cause purificanti che eliminano le scorie dell’oscurità dall’anima.

La materialità non è altro che una forma inconscia di manifestazione della coscienza. Quindi in ultima analisi, materialità ed immaterialità sono uno. Niente che è materiale è fisso, si muove costantemente verso il cambiamento. Questo è il percorso dalla creazione in poi. L’uomo unisce la coscienza a questa Legge di natura.

La Legge, in ultima analisi, è tutto ciò che esiste. Tutto il resto è fantasia ed illusione che si formano nelle menti di chi non ha conoscenza.

La saggezza si ottiene solo cercando. Dovete fare il primo passo e poi andare avanti migliorando.

Le Sale della Morte, sotto le Sale del Fiore della Vita, racchiudono il riflesso delle anime degli uomini. Fu là che Thoth riuscì a leggere la storia del progresso dell’uomo dall’oscurità alla Luce. Un paradosso simile è contenuto nelle parole “portato dal futuro dell’infinita fine”. La Fiaccola Latrice dell’Insostenibile Luminosità è l’inizio e la fine di tutte le cose. Perché come originano le cose da questa, alla fine devono ritornarci, completando così il cerchio. Nella Fiaccola Latrice è concepito il compimento. Quindi il piano è conosciuto all’emanazione diretta, i Signori. I Sette sono l’appellativo dei Signori dei Cicli di là da noi, ciascuno definito dal numero del suo Ciclo, in rapporto allo I.Yoδ.

Provenienti dai cicli di là da questo, sono parte dell’essenza assoluta di ognuna di queste coscienze cosmiche. Non sono legati né alla vita né alla morte perché la loro attività è controllata direttamente da Yarkima. Quindi la loro vita non è vita di emanazioni da un ciclo cosmico, dato che non dipendono dallo spirito per la propria manifestazione.

Il Logos, termine indicativo o ragione, è un’emanazione dei Signori di ogni ciclo (ricordate sempre che c’è un Signore di questo ciclo anche se non incluso nei Sette) perché, letteralmente, è un’emanazione della nostra ragione dallo I.Yoδ. Come questo proviene da Yarkima, così loro sono la cellula centrale da cui fluisce.

Sono grandi nel sostegno perché si estendono in tutti gli spazi cosmici, eppure sono piccoli perché concentrati nella forma. Il Tre, il Signore del ciclo proprio di là da noi, è il custode di quelle cose che toccano direttamente l’umanità. È il responsabile dell’accesso del negativo, ed è attraverso il suo potere che i riflessi delle anime degli uomini furono focalizzate nelle Sale dei Morti.

Il flusso e la direzione di quella forza che conosciamo come forza della vita è controllata dal Signore del Quattro. Alcune delle forze maggiori, come la morte, sono attratte dal Quattro, un ciclo dove cessa di esistere la vita, per come noi la conosciamo. Ogni Signore ha la sua funzione, offrendo l’accesso nello spazio cosmico ai poteri che hanno sviluppato con il loro stesso progresso attraverso lo spazio. Questo discende e si trasmette con i Signori, ognuno che dà quello che ha a quelli al di sotto. Il Cinque è il guardiano del Verbo, aprendo l’ultima porta quando l’uomo è pronto. Il Sei, il Sette e l’Otto hanno in carico alcune delle strutture fisse essenziali del tempo futuro, mentre il Nove ha in carico il disordine che successivamente diventa Ordine. In un certo senso sono gli assistenti della Coscienza Cosmica, che eseguono gli aspetti necessari allo sviluppo della coscienza che questa Coscienza Cosmica non è così capace di usare.

In questi numeri si trova anche la chiave del Verbo anche se non può essere svelata: la sua acquisizione è veramente il raggiungimento di Vita e di Luce.

Pubblicato da eliolupo@hotmail.com

TAVOLA IV

TAVOLA IV

La Nascita dello Spazio

Ascolta, oh uomo, la voce della saggezza, ascolta la voce di Thoth l’Atlantideo. Liberamente ti dono la mia saggezza raccolta dal tempo e dallo spazio di questo ciclo; maestro di misteri, Sole del mattino, vivente per sempre, un Figlio della Luce splendente di luminosità, stella del mattino, Thoth educatore degli uomini, e di Tutto.

Tanto tempo fa, nella mia infanzia, mi trovavo sotto le stelle in Atlantide, ormai da tempo sepolta, sognando i misteri al di sopra degli uomini. Poi nel mio cuore crebbe un gran desiderio di conseguire il cammino che portava alle stelle.

Anno dopo anno cercai la saggezza, cercando nuova conoscenza, seguendo la via, finché alla fine la mia Anima, in grande travaglio, ruppe le sue catene e balzò via.

Ero libero dalla schiavitù degli uomini della Terra. Libero dal mio corpo, mi proiettai nella notte.

Per me fu aperto lo spazio stellare. Fui libero dalla schiavitù della notte. Al limite dello spazio cercai la saggezza, molto di là dalla conoscenza dell’uomo finito.

Lontano nello spazio, la mia Anima viaggiò liberamente nell’infinito cerchio di Luce. Strani, ben oltre la conoscenza, erano alcuni pianeti, grandi e giganteschi, al di là dei sogni degli uomini.

Eppure trovai la Legge in tutta la sua bellezza, operante attraverso e fra loro come qui tra gli uomini. La mia anima si proiettò attraverso l’infinita bellezza, e con i miei pensieri volai lontano attraverso lo spazio.

Mi riposai su un pianeta di grande bellezza. Melodie armoniose erano diffuse nell’aria. Là c’erano forme, che si muovevano in Ordine. Erano grandi e maestose come stelle nella notte: ascendenti in armonia, in ordinato equilibrio, simboli del Cosmico, secondo la Legge.

Nel mio viaggio visitai molte stelle, molte razze di uomini nei loro mondi; alcuni che raggiungevano l’alto come stelle del mattino, altri che cadevano in basso nell’oscurità della notte.

Tutti loro si affannavano verso l’alto, raggiungendo le altezze e scandagliando le profondità, a volte muovendosi nei reami di luminosità, viventi nell’oscurità, per raggiungere la Luce.

Sappi, oh uomo, che la Luce è il tuo retaggio. Sappi che l’oscurità è solo un velo. Sigillato nel tuo cuore c’è lo splendore eterno in attesa del momento di conquistare la libertà, che aspetta di rimuovere il velo della notte.

Ho trovato chi ha conquistato l’etere. Erano liberi dallo spazio, eppure erano ancora uomini. Usando la forza che è il fondamento di TUTTE le cose, lontano nello spazio, hanno costruito un pianeta, attirato dalla forza che fluisce dal TUTTO; condensando, fondendo l’etere in forme che crescevano come volevano loro. Superando in scienza tutte le razze, potenti in saggezza, figli delle stelle.

Mi fermai molto tempo, per studiare la loro saggezza. Li vidi creare fuori dall’etere città enormi di rosa ed oro. Composto dall’elemento originario, base di tutta la materia, l’etere si proiettava lontano.

Poi lontano hanno conquistato l’etere, liberandosi dalla schiavitù della fatica; formavano nella loro mente solo una figura e prontamente la creavano, si sviluppava.

Poi avanti la mia anima accelerò attraverso il Cosmo, osservando sempre cose nuove e vecchie; imparando che l’uomo è veramente nato nello spazio, un Sole del Sole, un figlio delle stelle.

Sappi, oh uomo, qualsiasi corpo tu abiti, certamente è uno con le stelle. I vostri corpi non sono altro che pianeti ruotanti intorno ai loro soli centrali. Quando hai raggiunto la Luce di tutta la saggezza, sarai libero di splendere nell’etere, uno dei Soli che illuminano l’oscurità esterna, un essere nato nello spazio e cresciuto nella Luce. Proprio come le stelle con il tempo perdono la loro brillantezza irradiando la Luce ad una fonte più grande, così, oh uomo, la tua anima passa oltre, lasciandosi dietro l’oscurità della notte.

Sei formato dall’etere primario, colmato dalla luminosità che fluisce dalla Sorgente, legato all’etere fuso intorno, eppure sempre ardente finché alla fine sarai libero. Libera la tua fiamma dall’oscurità, vola dalla notte e sarai libero.

Ho viaggiato attraverso lo spazio-tempo, sapendo che la mia anima alla fine sarebbe stata libera ed avrei potuto perseguire la saggezza.

Finché, alla fine, passai su di un piano nascosto alla conoscenza e non conosciuto alla saggezza, estensione di là da tutto quello che conoscevamo. Ora, oh uomo, quando seppi questo, felicemente la mia anima crebbe, perché ormai ero libero.

Ascolta, tu nato nello spazio, ascolta la mia saggezza: non sai che anche tu puoi essere libero.

Ascolta ancora, oh uomo, la mia saggezza, perché ascoltandomi puoi vivere ed essere libero.

Tu terrestre non appartieni alla Terra, ma sei figlio dell’Infinita Luce Cosmica.

Non sai, oh uomo, del tuo retaggio? Non sai che sei veramente Luce? Sole del Grande Sole, quando raggiungi la saggezza diventi veramente consapevole della tua comunione con la Luce.

Ora ti do la conoscenza, la possibilità di procedere nel cammino che ho percorso, mostrandoti veramente come con il mio sforzo, ho camminato sulla via che porta alle stelle.

Ascolta, oh uomo, e sappi della tua schiavitù, sappi di come liberarti dalle fatiche. Devi levarti sopra delle tenebre, ed essere uno con la Luce ed uno con le stelle. Segui sempre il cammino della saggezza. Solo così potrai elevarti dal basso. Il destino conduce avanti ogni uomo, nelle Curve dell’Infinito TUTTO.

Sappi, uomo, che tutto lo spazio è ordinato. Solo con l’Ordine tu sarai Uno con il TUTTO.

Ordine ed equilibrio sono la Legge del Cosmo. Seguili e sarai Uno con il TUTTO.

Chi segue il cammino della saggezza deve essere aperto al Fiore della Vita, espandendo la sua coscienza oltre l’oscurità, per fluire attraverso il tempo e lo spazio nel TUTTO.

Resta profondamente in silenzio e devi prima attendere finché, infine, sarai libero dal desiderio, libero dalla voglia di parlare. Sia conquistata dal silenzio la schiavitù delle parole. Astieniti dall’alimento, finché avrai conquistato il desiderio del cibo, che è la schiavitù dell’anima.

Poi giaci nell’oscurità, chiudendo gli occhi ai raggi della Luce. Concentra la tua forza vitale nel luogo della coscienza, muovendola libera dai vincoli della notte. Poni nella tua mente l’immagine che desideri.

Visualizza il luogo che desideri vedere.

Vibra avanti ed indietro con il tuo potere.

Slega la tua anima dalla sua notte. Ardentemente devi liberarla con tutto il tuo potere, finché alla fine la tua anima sarà libera.

Molto lontano, oltre le parole, si trova la fiamma del Cosmo, sospesa in piani sconosciuti all’uomo; potente ed equilibrata, muovendosi nell’Ordine, musica di armonie, lontana di là dall’uomo. La fiamma del principio dell’Eternità del TUTTO parla con la musica, canta con i colori.

Tu sei scintilla della fiamma, oh figlio mio, ardente con il colore e vivente con la musica. Ascolta la voce e sarai libero.

La coscienza libera si fonde con il Cosmo, Uno con l’Ordine e Legge del TUTTO. Non sapevi uomo che fuori dell’oscurità la Luce ardeva, simbolo del TUTTO.

Fai questa preghiera per ottenere la saggezza. Prega per l’avvento della Luce al TUTTO.

“Oh potente Spirito della Luce che splendi nel Cosmo, attira la mia fiamma più vicina alla tua armonia. Eleva il mio fuoco fuori dell’oscurità, magnete di fuoco che è Uno con il TUTTO. Eleva la mia anima, oh tu grande e potente. Figlio della Luce, non allontanarti. Fai in modo che io abbia il potere di sciogliermi nella tua fornace: Uno con tutte le cose e tutte le cose in Uno, fuoco dello sforzo della vita ed Uno con la Mente”.

Quando libererai la tua anima dalla sua schiavitù, sappi che per te l’oscurità finirà.

Per sempre potrai cercare la saggezza nello spazio, non più legato alla catena forgiata nella carne.

Ti muoverai in alto ed in basso nell’alba come un libero bagliore, oh Anima, verso i reami della Luce.

Muoviti nell’Ordine, muoviti nell’Armonia, liberamente ti muoverai con i Figli della Luce.

Cerca e conosci la mia Chiave della Saggezza. Così, oh uomo, sarai certamente libero.

Interpretazione di Doreal

alla Tavola IV

Thoth, in questa tavola, ricorda alcune sue esperienze nella ricerca della saggezza. Dà anche una precisa dimostrazione della sua maestria. La liberazione della sua anima dalle catene fu la prima proiezione della sua coscienza. Dopo aver sviluppato questo potere, Thoth fu in grado di esplorare i misteri dello spazio e del tempo. Esplorò altri pianeti ed alla fine raggiunse il ciclo interno della Luce, la prima dimensione.

Il pianeta di gran bellezza era uno dei sette pianeti che circondano la coscienza cosmica nella prima dimensione. Le forme che si muovevano in ordine erano i corpi globulari degli illuminati. Thoth andò in tutti i sistemi solari e vide i diversi gradi di evoluzione raggiunti nei pianeti più vicini e più lontani ai propri Soli. Gli uomini definiscono quelle forme di vita come attivate dalla coscienza conscia, anche se raramente la loro forma è quella umana. I conquistatori dell’etere erano gli abitanti di Antares, la stessa stirpe che venne sulla Terra in epoche passate. Avevano compreso il segreto del viaggio interplanetario secoli fa, perché erano i più illuminati del loro sistema solare. Materia e forma erano di loro dominio. E dalla Madre Universale, erano capaci di creare ogni cosa desiderassero.

Thoth imparò che l’uomo è universale, esistendo in ogni parte dello spazio ed essendo parte integrante della coscienza cosmica. La forma dell’uomo, per quanto riguardava la sua materialità, era una con la materia di base delle stelle. Come i pianeti ruotano intorno al loro sole, così il corpo materiale dell’uomo ruota intorno al suo sole centrale, l’anima. Quando qualcuno libera la sua coscienza dall’oscurità del disordine, diventa uno di quei maestri che operano sul negativo dall’esterno. Il corpo dell’uomo è formato dalla sostanza originale, la polvere cosmica, che è anche l’etere in cui i pianeti fluttuano. Risolvere i misteri dello spazio spiega le cause delle molte manifestazioni della Legge che, altrimenti, non potrebbe essere capita. Thoth sapeva che avrebbe potuto esplorare senza fine la gemma della verità, finché poi sarebbe passato al ciclo cosmico successivo. Dopo, attraverso l’eternità, avrebbe potuto perseguire la conoscenza.

L’uomo in realtà non appartiene alla Terra né è realmente materiale ma, in ultima analisi, è lo stesso fuoco divino. Thoth dà la chiave alla libertà della coscienza dal materiale, e questa libertà apre il cammino ad altri mondi e piani. Una volta ottenuta, l’uomo non è più legato, ma libero. Solo attraverso la conoscenza si consegue la capacità di liberarsi dal corpo terreno e diventare uno con la Luce.

Come lo spazio è predisposto a seguire la Legge, così anche l’uomo deve generare ordine per elevarsi dal suo stesso essere. Quando l’ordine e l’armonia di tutte le parti del suo essere sono perfetti, allora non è più legato al piano della materia. E progredendo attraverso la sua armonia con la Legge, può ascendere al piano cosmico.

Per liberare la coscienza dal corpo, la cosa migliore da fare è espandere il plesso solare, (il Fiore della Vita del corpo), e far fluire la forza vitale affinché il corpo si rivitalizzi preparando la coscienza ad andarsene, altrimenti questa ultima sarà riluttante a lasciarlo.

Poi seguirà l’isolamento dalle impressioni sensorie esterne che dovranno essere precluse in modo rapido.

Dopo che si raggiungerà il silenzio indotto dalla volontà, si dovrà concentrare la coscienza sulla pineale, e si dovrà creare l’immagine pensata o lo scenario del luogo dove si ha intenzione di andare. Allora con un intenso sforzo di volontà diretto verso le giuste curve sarete liberi dal corpo.

La coscienza cosmica, letteralmente parlando, si trova nella prima dimensione o piano. E le sue armonie ed ordini sono tali che l’uomo, mentre è ancora fisico, non può concepirne il perfetto movimento.

L’anima dell’uomo è un fuoco divino, una fiamma proiettata dal grande fuoco seppure ancora uno con esso. L’uomo è la Luce nell’oscurità, eppure separato nel potere e nell’ordine.

La vera preghiera è un ordine, ed è dedicata a stabilire un’armonia o connessione tra l’anima o coscienza e la Coscienza Cosmica.

Quando l’uomo ha completamente liberato la sua anima dal legame della materia, non è più soggetto al disordine od alla negatività, e può cercare la saggezza alla sua fonte.

Pubblicato da eliolupo@hotmail.com

TAVOLA V

TAVOLA V

L’Abitante di Unal

Spesso sogno la perduta Atlantide, persa nei secoli che sono passati nella notte. Epoche dopo epoche è esistita in bellezza, splendente nell’oscurità della notte.

Grande nel potere, dominando il nato in Terra, Signore della Terra nei giorni di Atlantide, Re delle nazioni, Maestro di saggezza, Luce in Suntal, Custode della Via, dimorò nel suo Tempio il Maestro di Unal, Luce della Terra nei giorni di Atlantide.

Maestro, Lui, era di un ciclo di là da noi, vivente in un corpo come uno tra gli uomini. Non era come nato in terra, Egli di là da noi, Sole di un ciclo, progredito più degli uomini.

Sappi, oh uomo, che Horlet il Maestro, non fu mai un figlio degli uomini.

Lontano nel passato, quando Atlantide al principio crebbe in potenza, apparve un essere con la Chiave della Saggezza, indicando la Via della Luce a tutto.

Indicò a tutti gli uomini il cammino per la realizzazione, la Via della Luce che fluisce fra gli uomini. Dominava l’oscurità, guida dell’Anima umana in alto, verso le altezze che erano Uno con la Luce.

Egli divise i Regni in parti. Erano dieci, governati dai figli degli uomini. Su un altro, costruì un Tempio, non edificato dai figli degli uomini.

Fuori dall’Etere Egli chiamò la sua sostanza, plasmata e formata dal potere di Ytolan nelle forme che costruì con la Sua mente. Per miglia su miglia coprì l’isola. Spazio su spazio crebbe nella sua grandezza. Nera, eppure non nera ma scura come lo spazio-tempo, e profonda nel suo cuore era l’Essenza della Luce.

Rapidamente crebbe il Tempio nell’essere, plasmato e forgiato dal Verbo dell’Abitante, richiamato dal senza forma in una forma.

Egli costruì poi nel Tempio grandi stanze, e le riempì con forme richiamate dall’Etere, le colmò con la saggezza rievocata dalla Sua mente.

Egli era senza forma all’interno del Suo Tempio, eppure si era formato ad immagine degli uomini. Dimorava tra loro, eppure non era simile ma era singolare e molto diverso dai figli degli uomini.

Egli scelse poi tra la gente, i Tre che divennero la sua porta d’accesso. Egli scelse i Tre dai più sommi affinché divenissero i suoi legami con Atlantide. Loro divennero messaggeri, latori del suo consiglio per i Re dei figli degli uomini.

Egli condusse altri e gli insegnò la saggezza; insegnanti, loro, dei figli degli uomini. Li stabilì sull’isola di Undal per farne insegnanti di Luce agli uomini.

Ognuno di quelli che furono scelti così, doveva essere istruito per quindici anni. Soltanto così avrebbe capito di essere Luce per i figli degli uomini.

Così là fu edificato il Tempio, una dimora per il Maestro dell’uomo.

Io, Thoth, ho sempre cercato la saggezza, cercando nell’oscurità e nella Luce. A lungo nella mia gioventù ho percorso il sentiero, cercando sempre di apprendere nuova conoscenza. Finché dopo molte fatiche, uno dei Tre mi portò la Luce. Mi portò i comandi dell’Abitante attirandomi dall’oscurità alla Luce. Mi condusse davanti all’Abitante, in profondità nel Tempio davanti al grande Fuoco.

Là sul grande trono, osservai l’Abitante, vestito di Luce ed ardente di fuoco. Mi inginocchiai davanti a quella grande saggezza, sentendo le onde della Luce scorrermi attraverso. Udii poi la voce dell’Abitante:

“Oh oscurità, vieni alla Luce. A lungo hai cercato il cammino della Luce. Ogni anima che sulla Terra scioglie le sue catene, presto sarà resa libera dalla schiavitù della notte. Dall’oscurità ti sei levato e ti sei avvicinato di più alla Luce della tua meta. Qui dimorerai come uno dei miei figli, custode di testimonianze raccolte con la saggezza, strumento della Luce dall’aldilà. Sei pronto per fare ciò che è necessario, protettore di saggezza attraverso le ere dell’oscurità che presto verranno sui figli degli uomini. Vivi qui ed assapora tutta la saggezza. I segreti ed i misteri ti saranno svelati”.

Poi risposi, al Maestro dei Cicli, dicendo:

“Oh Luce che discendi agli uomini, dammi la tua saggezza, che io possa essere un insegnante degli uomini. Dammi la tua Luce affinché io possa essere libero”.

Mi parlò ancora, il Maestro:

“Era dopo era dovrai vivere attraverso la tua saggezza. Sì, quando su Atlantide si rovesceranno le onde dell’oceano, conserverai la Luce, anche se nascosta nell’oscurità, pronta a manifestarsi quando tu la invocherai. Ora và, ed impara la grande saggezza. Cresci attraverso la Luce dell’Infinito TUTTO”.

Poi a lungo dimorai nel Tempio dell’Abitante finché alla fine fui Uno con la Luce.

Seguii poi il percorso verso i piani stellari e continuai il cammino verso la Luce. Profondo nel cuore della Terra seguii il sentiero, imparai i segreti, sotto come sopra; imparai il sentiero alle Sale di Amenti; apprendendo la Legge che equilibra il mondo. Nelle camere nascoste della Terra penetrai con la mia saggezza, profonde attraverso la crosta della Terra, nel percorso nascosto per ere ai figli degli uomini. Svelatomi davanti, acquisii più saggezza finché raggiunsi una nuova conoscenza: capii che ogni cosa è parte del TUTTO, grande ed ancora più grande di tutto ciò che conosciamo. Cercai il cuore dell’Infinito attraverso le ere. In profondità e sempre più profondamente, scoprii più misteri.

Ora, quando guardo indietro attraverso le ere, so che la saggezza è senza vincoli, cresce sempre più grande attraverso le ere, Uno con l’Infinito più grande del tutto.

C’era la Luce nell’antica Atlantide. Sì, ma anche l’oscurità era nascosta nel Tutto. Così qualcuno che tra gli uomini si era elevato ai vertici cadde dalla Luce nell’oscurità.

Loro diventarono orgogliosi per la propria conoscenza, orgogliosi del loro posto tra gli uomini. Scavarono in profondità nel proibito ed aprirono la porta che conduceva in basso.

Cercarono di acquisire sempre più conoscenza ma cercando di portarla in alto dal basso.

Chi scende in basso deve avere equilibrio, altrimenti è vincolato dalla mancanza della nostra Luce. Aprirono poi, con la loro conoscenza, i percorsi proibiti all’uomo.

Nel Suo Tempio, vedendo tutto, l’Abitante stava nel Suo Agwanti, mentre la Sua Anima vagava libera per Atlantide. Egli vide gli Atlantidei, con la loro magia, aprire la porta che avrebbe portato alla Terra una grande sventura. Quindi, velocemente, la Sua Anima ritornò di nuovo nel corpo. Si levò dal Suo Agwanti. Chiamò i Tre potenti messaggeri. Diede i comandi che sconvolsero il mondo.

Rapidamente l’Abitante discese in profondità sotto la crosta della Terra alle Sale di Amenti. Quindi richiese che i Sette Signori impugnassero i poteri: cambiò l’equilibrio della Terra. Ed Atlantide s’inabissò sotto le onde oscure.

Fu distrutta l’apertura che era stata aperta; fu distrutta la porta che portava in basso.

Tutte le isole furono distrutte tranne Unal, e parte dell’isola dei figli dell’Abitante. Egli li preservò perché fossero insegnanti, Luci sul cammino di quelli che sarebbero venuti dopo, Luci per i più piccoli figli degli uomini.

Poi Egli chiamò me, Thoth, davanti a sé, e mi diede gli ordini per tutto quello che dovevo fare, dicendo:

“Prendi, oh Thoth, tutta la tua saggezza. Raccogli tutte le tue testimonianze. Prendi tutta la tua magia. Vai avanti come insegnante degli uomini. Vai avanti preservando le testimonianze affinché nel tempo la Luce cresca tra gli uomini. Sarai Luce attraverso i secoli, nascosto seppure rintracciabile dagli uomini illuminati. Su tutta la Terra, NOI ti diamo il potere e la libertà a tua volta di darlo o toglierlo. Raduna ora i figli di Atlantide. Prendili e fuggi verso il popolo delle caverne di roccia. Vola verso la terra dei figli di Khem”.

Allora radunai i figli di Atlantide. Nella nave spaziale portai tutte le mie testimonianze e quelle di Atlantide inabissata. Raccolsi tutti i miei poteri, molti congegni della potente magia.

Poi ci sollevammo in alto sulle ali dell’alba.

Alti ci sollevammo sul Tempio, lasciandoci dietro i Tre e l’Abitante, in profondità nelle Sale sotto il Tempio.

Giù sotto le onde s’inabissò il grande Tempio, chiudendo il sentiero verso i Signori dei Cicli.

Eppure per sempre, a chi ha la conoscenza, sarà aperto il percorso ad Amenti.

Veloci fuggimmo sulle ali del mattino verso la terra dei figli di Khem. Là con il mio potere, li conquistai e li dominai. Innalzai alla Luce i figli di Khem.

In profondità sotto le rocce occultai la mia nave spaziale, aspettando il tempo in cui l’uomo sarebbe stato libero. Sopra la nave spaziale, eressi un emblema con la forma di un leone seppure simile all’uomo. Là, sotto la figura, riposa la mia nave spaziale, che sarà portata fuori quando si presenterà la necessità.

Sappi, oh uomo, che nel lontano futuro gli invasori verranno fuori del profondo. Allora dovrai svegliarti, tu che possiedi la saggezza. Dovrai fare avanzare la mia nave e conquisterai con facilità.

In profondità sotto la figura giace il mio segreto. Cerca e trova nella Piramide che ho edificato.

Ognuna dell’altra è la Pietra chiave; ognuna l’entrata che conduce alla Vita. Segui la Chiave che ho lasciato dietro di me. Cerca, e la porta alla Vita sarà tua. Cerca nella mia Piramide, in profondità nel passaggio che termina con un muro. Usa la Chiave dei Sette, ed a te sarà aperto il passaggio verso il basso.

Adesso ti ho dato la mia saggezza. Ora ti ho indicato la mia via. Segui il percorso. Chiarisci i miei segreti. Ti ho indicato la via.

Interpretazione di Doreal

alla Tavola V

Questa tavola è forse la più mistica, perché contiene anche informazioni finora nascoste all’uomo. Thoth contempla le glorie di Atlantide al suo apice, paragonandola al mondo che aveva intorno a quel tempo.

L’Abitante di Unal, il Maestro Horlet, era il governatore di tutta la Terra (con il potere cosmico che possedeva), anche se non interveniva nel governo delle nazioni a meno che non fosse necessario.

Horlet non era del tutto di questo ciclo, ma era un’estensione di uno dei Signori dei Cicli, manifestatosi in Terra per compiere certe funzioni necessarie: aiutare a stabilire la conoscenza e l’armonia tra gli uomini. Costituì i regni di Atlantide, dividendoli tra le razze e ponendo i più evoluti come reggenti del resto degli uomini.

Quando costruì il Tempio di Unal modellò l’etere o sostanza primaria per disporla a sua volontà, usando il potere di Ytolan per tenerla in forma. Il Tempio, quadrato, era di tre miglia di lato e di un miglio di altezza. In realtà non si trovava nello spazio tridimensionale, ma nella nona dimensione e quindi nell’oscurità. Nessun’arma dalla terza dimensione poteva danneggiarlo o perfino toccarlo, perché qualsiasi cosa lanciatavi contro si sarebbe persa nelle curve della nona dimensione. Aveva nel suo cuore l’essenza della Luce, perché là si trovava la porta d’accesso ad Amenti, dove il Fiore della Vita arde eternamente.

L’Abitante usò il Verbo per modellare la forma del Tempio. Il Verbo poi espresso come Ytolan. Nel Tempio l’Abitante creò potenti macchine di vario genere, formandole dalla materia prima ed attivandole a sua volontà. Realizzate così avrebbero funzionato per sempre, perché la volontà che forniva loro la potenza motrice è una cosa eterna.

Nel Tempio l’Abitante normalmente non si manifestava: in altre parole il corpo fisico che occupava di volta in volta rimaneva all’interno del Tempio mentre la sua coscienza era altrove.

Furono scelti Tre fra gli uomini più evoluti per essere messaggeri dell’Abitante. Egli li istruì accuratamente sul proprio compito, e tramite loro ne scelse altri che sistemò ad Undal, di fronte Unal, affinché fossero educatori e sacerdoti, scienziati e filosofi di Atlantide.

Thoth ebbe il suo primo contatto con l’Abitante tramite uno di questi messaggeri. Fu condotto al suo cospetto nel Tempio del grande fuoco. Questo fuoco non era il Fuoco della Vita, ma la radiazione causata dal raccordo dello spazio del Tempio con quello di Amenti.

Thoth fu condotto davanti all’Abitante che, seduto sul trono, rifletteva la Luce dalla porta d’accesso. A Thoth apparve letteralmente rivestito di fuoco. Egli lo informò che era stato scelto per essere il custode delle testimonianze, poiché l’Abitante poteva vedere nel futuro dell’uomo e sapeva che i cambiamenti di coscienza avrebbero portato un’onda di bassa evoluzione per la Terra. Sapeva anche che sarebbero avvenute distruzioni di zone della superficie terrestre. Così si dovevano prendere provvedimenti in modo che nulla andasse perduto. Thoth aveva avuto questo privilegio per proprio merito.

Il riferimento all’Abitante come Maestro dei Cicli è un riferimento ai cicli terra, non ai cicli cosmici. Era il custode del progresso dell’uomo da un ciclo terra all’altro. Thoth chiese di avere la saggezza per poter offrire la propria conoscenza all’uomo.

A Thoth fu data la vita eterna affinché avesse potuto portare a compimento il suo proposito. Rimase nel Tempio finché ebbe ricevuto la completa illuminazione. A Thoth fu data la conoscenza per penetrare i segreti di spazio tempo e materia, e con queste rivelazioni ebbe accesso a segreti sempre più grandi.

Negli ultimi giorni di Atlantide, la grande onda di coscienza che aveva arricchito i corpi degli uomini della Terra era passata a Venere, e la coscienza che si riversò sui corpi delle masse proveniva da Marte: questa era più materialistica della precedente.

Guardare nell’oscurità, invece che nella Luce, causò l’apertura di Yog-Sog-Thoth, la porta del ciclo inferiore. Un po’ della coscienza dell’onda precedente fu attratta dal potere materiale e penetrò nel piano: forse fu questa la parte della loro natura che li ha trattenuti dal progredire con i loro compagni.

Chi apre la porta al ciclo inferiore, deve essere un maestro, altrimenti il suo potere non può essere così equilibrato da sostenere chi va dal basso in alto.

Mentre gli uomini attuavano questo, l’Abitante era lontano dal suo corpo ed era proiettato nel luogo dove ciò stava accadendo.

Quando l’Abitante vide quello che accadeva, tornò nel suo corpo, chiamò i messaggeri e li mandò ad Atlantide, portandone alcuni ad Undal. L’Abitante poi discese ad Amenti per forzare l’apertura delle stanze nel canale attraverso il quale passa l’equilibrio della Terra. Quando attraversò la piramide di forza, vi attirò sopra il potere dei Sette e cambiò l’equilibrio della Terra da un canale all’altro, chiudendo il precedente.

Il risultante inabissamento di Atlantide distrusse l’apertura, eliminando le macchine che alteravano lo spazio avviate dagli Atlantidei.

Thoth fu chiamato dall’Abitante che gli ordinò di procedere nelle terre rimaste in superficie, radunando gli uomini di Undal e raccogliendo le testimonianze dell’antica saggezza. Fu nominato educatore e divulgatore di Luce.

Thoth raccolse le testimonianze, gli strumenti scientifici e le macchine, e con i saggi di Atlantide entrò in una nave spaziale e volò a Khem.

La potenza del motore della nave spaziale era data dall’energia estratta dal sole ed accumulata. L’elettricità è una forma di quell’energia derivata dalle emanazioni della piramide di forza.

Quando la nave spaziale partì, l’Abitante sigillò il Tempio e lo inabissò con Undal sotto le onde. Poi Egli ed i Tre andarono altrove.

Thoth arrivò in Egitto e conquistò i barbari. Quindi nascose la nave spaziale ed altri dispositivi da guerra sotto una grande roccia, che fu poi scolpita come la Sfinge: quando arriverà il momento in cui gli invasori attaccheranno la Terra dallo spazio, queste macchine saranno portate in superficie per respingerli.

Thoth dà una chiave per aprire il passaggio nascosto dalla Piramide alla Sfinge. La stessa chiave aprirà la porta della stanza che apre la via ad Amenti.

Pubblicato da eliolupo@hotmail.com

( continua qui, su quest’altro Knol )
http://knol.google.com/k/elio-lupo/tavole-smeraldine-di-thoth/2b6hlwwangtgm/2#view
( e finisce su quest’altro ancora )
http://knol.google.com/k/elio-lupo/-/2b6hlwwangtgm/3#view